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Con Helix Australia in tour

Siamo ormai da anni partner di Helix Australia e pochi giorni fa siamo stati invitati al loro tour annuale dedicato ai coltivatori di waxflower in Sud Africa.
Oltre alla valutazione di nuovi ibridi di waxflower a fiore reciso, abbiamo potuto anche vedere i progressi della prova sulla gamma di forme di fiori in vaso di Helix Australia di Waxflower.
Di seguito la notizia completa.

https://www.floraldaily.com/article/9551959/helix-australia-s-annual-tour-to-waxflower-growers-in-south-africa/?utm_medium=email&fbclid=IwAR27kPzKw3wMTqJf7GSJaeFQukdQr0e-LcVnFLwfuRyvUyWQ3PIZcepALb0

Consigli per il giardinaggio estivo

L’estate è arrivata e il nostro giardino si sta preparando per mostrarsi in tutto il suo splendore! Ecco alcuni semplici consigli per prendersi cura delle nostre piante e dei fiori durante questa calda stagione.

  1. Idratazione intelligente:

    Durante l’estate, il sole e il caldo possono portare all’evaporazione dell’acqua nel terreno, lasciando le piante assetate. Per evitare stress idrico, è consigliabile innaffiare le piante al mattino presto o alla sera, quando la temperatura è più fresca e l’acqua può essere assorbita più efficacemente dalle radici.

  2. Piante resistenti al caldo:

    Per un giardino colorato anche d’estate, scegliete piante resistenti al caldo come Gerani, Petunie, Lavanda e Gazanie. Fioriranno ininterrottamente e illumineranno il vostro giardino con splendidi colori.

  3. Schermo solare:

    Il sole estivo può essere intenso, quindi proteggete le piante più delicate con ombrelloni o reti d’ombra. Trovate un’area ombreggiata per il vostro giardino, dove le piante possono trovare rifugio dal sole cocente.

  4. Fiori appassiti:

    Per mantenere il vostro giardino sempre bello, rimuovete i fiori appassiti regolarmente. Questo incoraggerà le piante a produrre nuovi fiori e prolungherà la fioritura.

  5. Nutrienti essenziali:

    In estate, le piante hanno bisogno di nutrimento extra per crescere rigogliose. Fornite loro un buon fertilizzante specifico per fiori e seguite le dosi consigliate.

  6. Lotta alle infestanti:

    Il caldo stimola anche la crescita delle infestanti. Rimuovetele manualmente o utilizzate pacciamature per impedire loro di prendere il sopravvento sulle vostre piante.

  7. Piante in vaso:

    Se avete piante in vaso, controllate regolarmente il terreno per assicurarvi che sia sufficientemente idratato. Le piante in vaso hanno bisogno di più acqua rispetto a quelle in terra.

  8. Attenzione ai parassiti:

    L’estate è la stagione dei parassiti. Ispezionate regolarmente le piante per individuare segni di infestazione e trattate tempestivamente con metodi biologici o naturali.

  9. Progetti creativi:

    Sperimentate con progetti fai-da-te nel giardino! Potete creare un orto verticale, un angolo dedicato alle erbe aromatiche o un giardino per farfalle e api. Lasciate libera la vostra creatività!

  10. Risparmio idrico:

    In periodi di siccità o con temperature particolarmente elevate, è importante adottare misure per il risparmio idrico nel giardino. Utilizzate metodi di irrigazione a goccia o a spruzzo per ridurre il consumo d’acqua e raccogliete l’acqua piovana per innaffiare le vostre piante. Inoltre, scegliete piante native o adattate al clima locale, che richiedono meno acqua per sopravvivere e fiorire.

Con questi semplici consigli, il vostro giardino fiorirà e vi regalerà momenti di gioia e serenità durante tutta l’estate. Ricordate di condividere con noi le vostre esperienze e i vostri successi nel giardinaggio estivo. Buon lavoro e buon divertimento nel vostro splendido giardino!

Il crisantemo reciso: tecniche e cure per la sua coltivazione

Il crisantemo reciso

I crisantemi a Luglio??? certo! Vediamo quando e come si coltivano

Non tutti sanno che il crisantemo reciso, simbolo del periodo della commemorazione dei defunti, ha una coltivazione lunga e particolare.

Trapianto e Sviluppo delle Piantine

Le talee radicate in cubetti di torba provenienti dai vivaisti vengono trapiantate nel mese di giugno su terreno preparato in “porche” e livellato, su cui viene solitamente posta una rete di plastica a maglie ancorata ad ognuna delle due estremità a quattro pali di legno ben piantati a terra. Le piantine vengono trapiantate in ogni foro della rete disponendole su due file parallele. La rete verrà sollevata a mano a mano che le piante cresceranno per tenerle ben separate ed impedire che si allettino quando avranno raggiunto altezze importanti.

Cure e Fertilizzazione

Dopo circa 7-10 giorni, ovvero quando viene superata la crisi da trapianto, le piantine vengono spuntate a 4-5 cm di altezza per eliminare la dominanza apicale, così da favorire l’emissione di due o tre germogli che porteranno a due-tre steli fiore a fine coltivazione. Nelle prime fasi di coltivazione, dopo l’attecchimento delle piantine, è necessario somministrare concimi a prevalenza azotata per favorire la crescita vegetativa. Si continua con concime a base di azoto e potassio per una crescita equilibrata, si favorisce la fioritura col fosforo e verso fine ciclo si somministra potassio che servirà per rendere il fiore più bello e di colore più intenso.

Gestione della Luce e dell’Ambiente

La particolarità del crisantemo è il suo essere una pianta brevidiurna ossia ha bisogno di meno ore di luce (10 ore) rispetto al buio (14 ore) per fiorire, per cui la pianta fiorisce quando la notte è più lunga del giorno. La coltivazione alle nostre latitudini avviene in estate per cui è necessario forzare le condizioni ambientali oscurando la coltura stendendo un telo plastico nero sia orizzontalmente che lateralmente, dalle ore 18 alle ore 8 della mattina successiva, da metà agosto circa a metà settembre.

Difesa dalla Malattie e Insetti

Il crisantemo è una pianta molto sensibile agli attacchi di funghi ed insetti patogeni per cui è doveroso effettuare trattamenti frequenti con prodotti agrofarmaci. Le malattie a cui bisogna fare particolarmente attenzione sono la fusariosi, la verticillosi e la ruggine bianca. Tutte e tre particolarmente aggressive per cui vanno prevenute in quanto si manifestano i sintomi quando è veramente difficile risolvere la situazione. Tra gli insetti in grado di generare danni estetici e fisiologici si ricorda lo “striscino”, la larva di una piccola mosca che scava delle gallerie nelle foglie, e il tripide delle serre che con le sue punture causa una crescita irregolare, deformazione delle gemme, decolorazioni e striature sui petali dei fiori, oltre a trasmettere pericolosi virus che porterebbero la pianta alla morte. Pericolosi anche gli acari (ragnetto rosso) per le decolorazioni caratteristiche su foglie e fiori e gli afidi (pidocchi) che, oltre a causare ingiallimenti e ritardi di crescita, producono melata favorendo la fumaggine (un fungo che si presenta come polverina nerastra sulle foglie) e deprezzando il fiore.

Regolazione della Fioritura

In prossimità della fase di formazione del bocciolo fiorale si dovrà programmare di utilizzare prodotti regolatori di crescita (nanizzanti o brachizzanti) in modo da avere una fioritura uniforme e far sì che la distanza tra le foglie immediatamente sotto al fiore ed il fiore stesso sia ridotta al minimo quasi a creare un calice che accoglie il fiore.

Conclusioni

Come si può notare la coltivazione del crisantemo non è per nulla semplice, richiede investimenti importanti sia per quanto riguarda le piantine sia per i fertilizzanti e i prodotti per la difesa per cui quando acquistiamo un crisantemo non ci lamentiamo per il prezzo troppo alto ma pensiamo al lavoro immane che c’è dietro questo fiore speciale.

Le tipologie di Crisantemo

A livello commerciale i Crisantemi vengono suddivisi in base alla tipologia di pianta/fiore che verrà prodotta e di conseguenza alle diverse pratiche utilizzate al fine di ottenerla. Sotto questo aspetto i Crisantemi sono suddivisi in:

  • Fiore Unico: laddove la produzione punta all’ottenimento di un minor numero di fiori per pianta ma di dimensioni più grandi; attraverso l’eliminazione dei bottoni fiorali indesiderati si ottiene un fiore per stelo.
  • Crisantemina o Spray: mantenendo più bottoni fiorali si ottiene una produzione di molti steli per pianta con un numero maggiore di fiori ma di dimensioni minori rispetto al fiore unico.
  • Santini o Micro: maggior numero di fiori per pianta rispetto agli Spray e di dimensioni ulteriormente minori.
  • Vaso Fiorito: composizioni simil spray allevate in vaso.

All’interno di questi quattro macrogruppi si possono trovare ulteriori suddivisioni in base all’aspetto strutturale del fiore:

  • Dalia: ricorda appunto il fiore della Dahlia, tuberosa perenne appartenente alla famiglia delle Ateraceae; in generale questa tipologia si trova esclusivamente nel gruppo del Fiore Unico ed è caratterizzata dall’avere il fiore di dimensioni notevoli rispetto a tutte le altre tipologie di Crisantemo. L’assortimento varietale consta di un’immensa variabilità di colori.
  • Deco o Decorativo: il fiore molto simile alla tipologia Dalia ma di dimensioni minori; può essere presente sia nel Fiore Unico che negli Spray e Vaso Fiorito. Anche in questo caso l’assortimento dei colori è molto vasto.
  • Pompom: tipologia di fiore comunemente molto associata al crisantemo; il fiore generalmente di colore bianco o giallo e di forma sferica ricorda appunto i “Pompom”. Fra le più comuni si ricordano le varietà “Ping Pong” e “Boris Becker”. Sono presenti in tutte le forme di Crisantemo, dai fiori unici ai vasi fioriti.
  • Palla: fiore che ricorda una dalia ma di forma sferica; anche in questo caso le dimensioni del fiore sono maggiori rispetto alle altre tipologie; le varietà più comuni sono di colore bianco e giallo, ma sono presenti anche Crisantemi a palla verde, rosa, arancio e violetto. La varietà più comune è il “Mayshoesmith”.
  • Spider: forma di Crisantemo molto particolare, la composizione strutturale del fiore ricorda appunto la forma di un ragno. È una tipologia di fiore molto ricercata e molto decorativa, che può ricoprire un mercato diverso rispetto a quello esclusivo per il periodo dei Santi.
  • Margherita e Anemone: forme legate alle tipologie Spray e Santini. Il nome di queste tipologie riconduce alla forma del fiore citato; gli pseudo-petali formano la struttura fiorale lasciando al centro il “bottone” che può assumere diverse colorazioni.

Articolo di Elisabetta Massi e Matteo Stefanelli

6 Piante anti-zanzara

6 piante anti-zanzara

Le zanzare possono essere fastidiose compagnie estive, disturbando le nostre serate all’aperto e rovinando momenti di relax. Fortunatamente, ci sono diverse piante che possono aiutare a tenere lontane queste fastidiose creature e renderci l’estate più piacevole.

Le zanzare sono fastidiose, è vero…ma è importante ricordare che svolgono un ruolo importante nell’ecosistema come fonte di cibo per altri animali. Quindi, mentre adottiamo misure per tenerle lontane, è anche essenziale promuovere un equilibrio naturale nell’ambiente circostante.

Quindi adottiamo metodi naturali, circodiamoci degli strumenti che la stessa natura ci dona per combattere questi piccoli insetti: le piante.

Flora Toscana

Citronella

La pianta di citronella contiene oli essenziali, come il citronellolo e il geraniolo, che sono noti per le loro proprietà repellenti per gli insetti. Questi oli essenziali possono essere estratti dalle foglie della pianta e utilizzati in prodotti repellenti per zanzare come candele, oli o spray.

Flora Toscana

Basilico

Il basilico è un’erba aromatica popolare in cucina, ma ha anche proprietà repellenti per le zanzare. Il basilico produce un odore distintivo grazie ai suoi oli essenziali, tra cui il linalolo e il citrale, che disturbano le zanzare e le tengono a distanza.

Flora Toscana

Geranio Antizanzara

Comunemente usato per adornare balconi e giardini, ma non tutti i gerani respingono le zanzare, ma questo particolare tipo (formalmente noto come Pelargonium citrosum ). Le sue foglie profumano di citronella, limone, pino, pepe o menta che riescono a tenere lontane le fastidiose zanzare.

Flora Toscana

Lavanda

La lavanda è una pianta ampiamente apprezzata per la sua bellezza e per il suo profumo rilassante e delicato, che può essere molto gradevole per noi, ma fastidioso per gli insetti. L’odore distintivo della lavanda è attribuito ai suoi oli essenziali, come il linalolo e il cineolo, che possono disturbare gli insetti e tenerli lontani.

Flora Toscana

Eucaliptus gunii

L’eucalipto gunnii è un albero sempreverde originario dell’Australia e ampiamente coltivato in tutto il mondo. Oltre al suo aspetto attraente e alle sue proprietà aromatiche, è noto anche per le sue proprietà antizanzare. Produce oli essenziali, come il cineolo, che agiscono come repellenti sugli insetti, inclusi alcuni tipi di zanzare. Le foglie dell’albero rilasciano questi oli essenziali quando vengono strofinate o esposte al calore del sole. Coltivare l’eucalipto gunnii nel giardino o in vasi sul balcone o il terrazzo può aiutare a tenere lontane le zanzare, grazie all’aroma repellente che rilascia nell’aria circostante.

Flora Toscana

Menta

Ampiamente apprezzata per il suo caratteristico aroma e sapore rinfrescante. Oltre alle sue qualità culinarie, la menta ha diverse proprietà benefiche per la salute. E’ considerata un repellente naturale, grazie al suo odoro pungente riesce ad allontanare le zanzare. Bastano poche gocce dei suoi olii essenziali sul corpo per tenere lontano gli insetti indesiderati.

Oltre alle piante antizanzare, ci sono altre misure preventive che si possono adottare per tenere lontane le zanzare. Evitare di accumulare acqua stagnante in giardino, come pozze d’acqua, secchi o vasi, poiché questi sono luoghi ideali per la deposizione delle uova delle zanzare. Utilizzare zanzariere o reti protettive sulle finestre e sulle porte può prevenire l’ingresso di zanzare all’interno della casa.

Ricorda sempre di considerare le condizioni ambientali e le tue specifiche esigenze. Ogni persona potrebbe reagire in modo diverso alle piante antizanzare e ai repellenti, quindi è importante sperimentare e trovare le soluzioni più adatte per te.

Inoltre, gli studi della NASA hanno dimostrato che le piante non solo migliorano la qualità dell’aria, ma hanno anche effetti positivi sulla salute e sul benessere delle persone. Le piante possono contribuire a ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire una maggiore produttività. La presenza di piante nelle case può anche aiutare ad aumentare l’umidità dell’aria, ridurre la polvere e fornire un senso di connessione con la natura.

In base a queste scoperte, molti esperti di design d’interni e ambientalisti incoraggiano l’uso di piante come parte integrante degli spazi domestici. L’aggiunta di piante in casa, in ufficio o in qualsiasi altro ambiente interno può contribuire a creare un ambiente più salutare, sostenibile ed esteticamente piacevole.

In conclusione, gli studi condotti dalla NASA hanno evidenziato il ruolo delle piante nella riduzione dell’inquinamento domestico e nell’aumento della qualità dell’aria. Scegliere le piante giuste può non solo migliorare l’aspetto degli spazi interni, ma anche contribuire a un ambiente più pulito e sano. Quindi, prendersi cura delle piante e integrarle nella nostra vita quotidiana è un passo importante verso la promozione della sostenibilità ambientale e del benessere individuale.

Le 5 piante che depurano l’aria

Le 5 piante che depurano l’aria

Le sostanze inquinanti nell’aria e nelle nostre case rappresentano una preoccupazione sempre crescente per la nostra salute e il benessere dell’ambiente in cui viviamo.

Nell’aria esterna, le fonti di inquinamento includono l’emissione di gas di scarico delle automobili, le centrali elettriche a combustibile fossile, le industrie e altre attività umane. Queste fonti rilasciano una serie di sostanze nocive, tra cui ossidi di azoto, biossido di zolfo, monossido di carbonio e particolato sottile. Questi inquinanti atmosferici possono causare una serie di problemi di salute, come irritazione delle vie respiratorie, problemi cardiovascolari e persino danni ai polmoni a lungo termine.

Anche all’interno delle nostre case ci sono anche diverse fonti di inquinamento dell’aria. I prodotti chimici utilizzati per la pulizia domestica, i prodotti per la cura personale, come i deodoranti per ambienti e gli spray per capelli, possono rilasciare sostanze chimiche tossiche nell’aria che respiriamo. La presenza di moquette, vernici e prodotti di arredamento a base di formaldeide può contribuire all’accumulo di sostanze inquinanti. Inoltre, l’umidità e la scarsa ventilazione nelle case possono favorire la formazione di muffe, che possono rilasciare spore nocive nell’aria.

Per affrontare questo problemi ci vengono in soccorso, nel loro piccolo, le meravigliose piante d’appartamento.

La NASA, l’Agenzia Spaziale Americana, ha condotto studi approfonditi sulle piante e il loro potenziale nel migliorare la qualità dell’aria all’interno delle abitazioni. Questa ricerca ha dimostrato che alcune piante svolgono un ruolo significativo nella riduzione dell’inquinamento domestico e nell’incremento del benessere generale degli individui.
Le piante sono in grado di assorbire le sostanze chimiche nocive presenti nell’aria, nota come “fitodepurazione”. Questo processo avviene attraverso la fotosintesi, in cui le piante catturano la luce solare e assorbono anidride carbonica, rilasciando ossigeno come sottoprodotto. Tuttavia, oltre all’ossigeno, alcune piante sono in grado di assorbire anche altre sostanze inquinanti, come il formaldeide, il benzene, il tricloroetilene e l’ammoniaca.

Di seguito 5 esempi di piante con queste proprietà:

Flora Toscana

Sansevieria Laurentii

Questa pianta ha la capacità di eliminare la formaldeide presente nell’aria. È consigliato collocarla nelle zone della casa più sature di prodotti chimici, come ad esempio in bagno.

Flora Toscana

Ficus Benjamin

Questa pianta è in grado di contrastare il tricloroetilene e il benzene, solventi presenti nei prodotti per la pulizia della casa come gli smacchiatori.

Flora Toscana

Aloe Vera

Oltre ad aiutare a contrastare la formaldeide e il benzene, l’Aloe Vera è anche utile in caso di scottature. Infatti, dalle sue foglie si estrae un gel molto efficace contro le ustioni.

Flora Toscana

Dracaena Marginata

Questa pianta ci aiuta a contrastare lo xilene, contenuto nelle sigarette, così come il tricloroetilene e la formaldeide. I vapori emessi da questi solventi sono pericolosi per la salute.

Flora Toscana

Anthurium Andreanum

Tra le piante d’appartamento più amate, l’Anthurium Andreanum aiuta a combattere la formaldeide, il toluene e lo xilene.

Inoltre, gli studi della NASA hanno dimostrato che le piante non solo migliorano la qualità dell’aria, ma hanno anche effetti positivi sulla salute e sul benessere delle persone. Le piante possono contribuire a ridurre lo stress, migliorare l’umore e favorire una maggiore produttività. La presenza di piante nelle case può anche aiutare ad aumentare l’umidità dell’aria, ridurre la polvere e fornire un senso di connessione con la natura.

In base a queste scoperte, molti esperti di design d’interni e ambientalisti incoraggiano l’uso di piante come parte integrante degli spazi domestici. L’aggiunta di piante in casa, in ufficio o in qualsiasi altro ambiente interno può contribuire a creare un ambiente più salutare, sostenibile ed esteticamente piacevole.

In conclusione, gli studi condotti dalla NASA hanno evidenziato il ruolo delle piante nella riduzione dell’inquinamento domestico e nell’aumento della qualità dell’aria. Scegliere le piante giuste può non solo migliorare l’aspetto degli spazi interni, ma anche contribuire a un ambiente più pulito e sano. Quindi, prendersi cura delle piante e integrarle nella nostra vita quotidiana è un passo importante verso la promozione della sostenibilità ambientale e del benessere individuale.

L’importanza dell’acqua per le piante da orto

L’importanza dell’acqua per le piante da orto

L’acqua gioca un ruolo cruciale per i vegetali e per tutti gli esseri viventi. Di tutte le risorse di cui la pianta ha bisogno, l’acqua è la più abbondante e limitante. Nei tessuti di piante in piena crescita il suo contenuto può superare il 90%.

La fotosintesi clorofilliana è alla base della vita!

Cos’è la fotosintesi clorofilliana?

È il processo chimico con cui le piante producono il loro nutrimento. La clorofilla è una sostanza della foglia che cattura l’energia del sole e la trasforma in energia chimica. Grazie alla luce solare l’anidride carbonica e l’acqua si trasformano in glucosio (linfa elaborata) ed ossigeno. Quest’ultimo viene liberato nell’aria mentre la pianta utilizza la linfa elaborata come fonte di nutrimento.

L’utilizzo più importante dell’acqua in agricoltura è l’irrigazione che costituisce la risorsa principale per produrre cibo.

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Tutte le funzioni vitali della pianta necessitano di acqua: fotosintesi, respirazione, accrescimento e moltiplicazione cellulare, assorbimento radicale, traslocazione e trasformazione degli elementi nutritivi.

Un’adeguata disponibilità di acqua è fondamentale alla pianta anche per impedire il surriscaldamento dei suoi tessuti. Infatti, tramite la traspirazione, le piante mantengono la temperatura al di sotto della quale le cellule morirebbero. Il livello critico varia da specie a specie, si parla di 32-34°C per pomodoro, melanzana, peperone, cetriolo e zucchino. Quindi è fondamentale non far mancare acqua alle piante anche per impedire i danni da caldo.

L’acqua necessaria è quella sufficiente per bagnare il volume di terreno interessato dalla maggior parte delle radici. Ovviamente è difficile stabilire a priori quante volte irrigare e per quanto tempo.

Può dipendere da:

  • Tipo di terreno: più un terreno è argilloso e maggiore è la sua capacità idrica;
  • Temperatura dell’aria: più è caldo e più aumentano le perdite dal suolo (evaporazione) e dalla pianta (traspirazione);
  • Piovosità: aumenta le riserve idriche del terreno;
  • Ventosità: la presenza del vento aumenta le perdite d’acqua dal terreno e dalle foglie;

L’apparato radicale occupa soprattutto la parte più superficiale del terreno dove si trovano ossigeno, elementi nutritivi e microrganismi terricoli. Quando la pianta è piccola è quello superficiale lo strato esplorato dalle radici; a mano a mano che procede la crescita le radici possono raggiungere la profondità di 20-30 cm per cui l’irrigazione dovrebbe raggiungere quella profondità.

Detto questo è indispensabile mantenere l’idratazione del terreno il più a lungo possibile e cercare di reintegrare le perdite per evaporazione e traspirazione.

L’analisi visiva è quella che ci dà un valido aiuto nel rilevare eventuali sintomi di sofferenza delle piante per carenza idrica. Il colore più scuro della foglia, la curvatura a cucchiaio della lamina fogliare (fragola, zucchino, peperone, pomodoro), la posizione parallela anziché perpendicolare ai raggi solari delle foglie (fagiolo), lievi appassimenti (cetriolo, lattuga) sono sintomi dello stato di sofferenza della pianta.

Tutte le piante da orto hanno importanti esigenze idriche per essere produttive. Nelle prime fasi del loro sviluppo tutti gli ortaggi soffrono la scarsità d’acqua dopodiché alcune la tollerano meglio di altre. Ad esempio, cipolla, porro, cavolfiore, verza, radicchio sopportano la carenza di acqua meglio di lattuga, cetriolo, zucchino, peperone, patata.

Somministrando meno acqua rispetto al fabbisogno della pianta si possono avere delle alterazioni del metabolismo per cui:

  • Piante meno sviluppate con foglie ingiallite;
  • Fiori che cadono (es. pomodoro, melanzana, cetriolo)
  • Produzione accelerata di frutti che saranno più piccoli e con meno semi (es. peperone, fagiolo);
  • Ciclo produttivo più veloce e raggiungimento della maturazione fisiologica (che non coincide con quella commerciale);
  • Piante più sensibili agli stress biotici (dovuti a parassiti) ed abiotici (dovuti a condizioni climatiche);

Radici che degenerano e perdono la capacità di assorbire acqua.

Nel caso in cui il terreno manifesti una buona capacità drenante non c’è nessun problema: le radici delle piante dispongono di adeguate quantità di acqua ed ossigeno per cui l’acqua in eccesso viene allontanata per percolazione.

Se invece il terreno risulta compatto, in presenza di grandi quantità d’acqua questa tende a riempire gli spazi destinati all’aria con conseguente asfissia radicale ed impossibilità da parte delle radici di assolvere alla loro funzione principale di assorbimento.

A prescindere dalla tipologia di irrigazione (a pioggia, a goccia) che si intende adottare nel nostro orto la cosa importante è non fare mai mancare acqua di giorno ovvero nel periodo della giornata in cui ci sono le condizioni per lo svolgimento della fotosintesi e le perdite d’acqua per evaporazione.

Quindi:

  • Irrigazione serale o notturna: rende minime le perdite per evaporazione (di notte l’umidità dell’aria è maggiore rispetto al giorno). Meglio comunque evitare di irrigare a pioggia per impedire che la vegetazione resti bagnata tutta la notte e favorisca l’insorgenza di malattie fungine e batteriche che beneficiano di questa condizione.
  • Irrigazione di primo mattino: può essere prevista a pioggia visto che la bagnatura sulla vegetazione persisterà poco in seguito all’intensa evaporazione favorita dall’insolazione.
  • Irrigazione a giorno inoltrato (tarda mattinata, mezzogiorno, pomeriggio) è in ritardo rispetto alle esigenze della pianta (la scarsità di acqua di giorno diventa il fattore limitante della fotosintesi).

Non è consigliabile lasciar passare troppo tempo tra due bagnature successive, si potrebbe rischiare che il terreno si disidrati molto con conseguente stress idrico per le piante.

  • Su pomodoro è frequente, per quanto riguarda le varietà a frutto allungato o il tipo Cuore di bue, la fisiopatia (malattia di natura non parassitaria) del “marciume apicale”. Si presenta come un annerimento della parte apicale del frutto ed è imputabile ad uno squilibrio nutrizionale (carenza di calcio in particolare) associata ad una gestione errata dell’irrigazione. Anche in questo caso irrigare nel modo giusto, con costanza e senza eccessi può aiutare nella prevenzione di questa problematica, associando contestualmente concimazioni regolari a base di calcio durante la fase di produzione dei frutti.
  • Su certe varietà di pomodoro si riscontrano delle spaccature durante la maturazione del frutto quando, dopo la pioggia e il successivo periodo di carenza d’acqua, i frutti assorbono quantità di acqua tali da “gonfiare” velocemente lacerando la buccia. Successivamente la spaccatura viene cicatrizzata grazie alla produzione di uno strato di sughero.

A questo punto cosa si può fare?

La soluzione è sempre quella di mantenere una idratazione costante nel terreno con bagnature regolari e adeguate evitando di far trascorrere troppo tempo tra due irrigazioni successive.

Metodi per risparmiare acqua

L’acqua si sa è un bene prezioso per cui è meglio non sprecarla e garantirne un’adeguata gestione.

  • Quest’anno, a differenza di quello passato, abbiamo una buona disponibilità di acqua piovana, un bene gratuito che potremmo pensare di raccogliere in appositi contenitori per utilizzarlo proprio per l’irrigazione.
  • Un ottimo metodo per trattenere l’acqua, soprattutto nella stagione estiva, è l’utilizzo della pacciamatura, un metodo che prevede la copertura del terreno dove si semina o si trapianta con del materiale inerte tipo aghi di pino, segatura, corteccia, paglia oppure teli a maglie intrecciate affinché l’umidità venga trattenuta quanto più possibile.
  • L’aumento di humus nel terreno migliora la capacità di ritenzione idrica e rende meno necessari gli interventi irrigui. La fertilità del terreno si mantiene incorporando fertilizzanti capaci di produrre cospicue quantità di humus, tra questi si ricordano il letame, lo stallatico (miscele di letami disidratati e pellettati) e la pratica del sovescio ovvero l’interramento di materiali vegetali di particolari colture seminate e cresciute appositamente sul posto.

Articolo di Elisabetta Massi

Fonte:

BIBLIOGRAFIA

Scuola Esperienziale Itinerante di Agricoltura Biologica

Colture Protette – Romano Tesi –

Comunicato Stampa Assemblea dei Soci

Assemblea dei Soci di Flora Toscana 2023

Giovedì 25 Maggio 2023 si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci di Flora Toscana che ha visto molti temi all’ordine del giorno

L’assemblea si è aperta con un momento di commemorazione per il presidente Paolo Batoni, purtroppo scomparso lo scorso Febbraio e con l’annuncio, alla presenza della famiglia, del Dirigente Scolastico Prof. Francesco Panico e i Professori Sara Michelotti e Matteo Gentili, della volontà di Flora Toscana di istituire annualmente una Borsa di Studio rivolta agli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario “D. ANZILOTTI” di Pescia in onore alla sua memoria.

Il bilancio 2022 di Flora Toscana, approvato dai soci all’unanimità, si è chiuso con vendite oltre i 48 milioni di euro, indebitamento in calo e investimenti per quasi un milione di euro, fra i quali un impianto fotovoltaico a servizio del nuovo stabilimento di via Caravaggio.
Anche a livello di bilancio consolidato, il risultato è stato molto positivo con ricavi oltre i 72 milioni di euro e utile di circa 2 milioni.

All’ordine del giorno dell’Assemblea anche il Rinnovo delle Cariche sociali. È stato eletto il nuovo Consiglio di Amministrazione che resterà in carica fino all’approvazione del bilancio 2025, con alcune novità: l’elezione di tre Consiglieri provenienti al di fuori della Regione Toscana e due consiglieri under 35 anni.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è composto da 13 membri: Michele Alfano, Marco Conforti, Ugo Conforti, Roberta Franceschini, Nicolò Giuntoli, Marco Innocenti, Roberto Maglio, Fabrizio Marsalli, Giovanni Nicastro, Giuseppe Pagni, Marco Pagni, Lorenzo Pastori e Alessia Spinetti.

Il primo CDA si è riunito per l’elezione del Presidente e del Vicepresidente, nominando rispettivamente Ugo Conforti come Presidente e, per la prima volta nel ruolo di Vicepresidente, una donna, Alessia Spinetti.

Come prevenire e combattere le infestazioni di afidi e cocciniglie

Come prevenire e combattere le infestazioni di afidi e cocciniglie

Capita spesso di trovare piccoli insetti di vario aspetto, colore e dimensione che infestano le nostre piante da appartamento o giardino, soprattutto durante la stagione primaverile-estiva; riconoscere questi organismi può aiutare ad intervenire tempestivamente eliminando il problema senza severe conseguenze.

Nella maggior parte dei casi si trattano di infestazioni da Afidi e/o Cocciniglie.

Gli Afidi (in gergo “Pidocchi delle piante”) sono insetti molto frequenti nel nostro areale e molto spesso attaccano diversi generi di piante comuni, fra cui gli agrumi, alberi da frutto, siepi, ma anche piante da fiore in vaso; lo stesso vale per le Cocciniglie. Entrambi appartengono allo stesso Ordine, i Rhynchota, e per questo condividono la stessa tipologia di apparato boccale (pungente-succhiante) ne consegue la comparsa di sintomi molto simili sulle nostre piante.

È molto importante attuare un’azione preventiva ed effettuare trattamenti per eliminarne la presenza, poiché infestazioni molto gravi e prolungate, possono provocare seri danni per le nostre essenze domestiche.

Si possono adottare quindi strategie preventive e/o curative per eliminare e/o prevenire le infestazioni e i danni derivanti.

Il riconoscimento:

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AFIDI

Gli afidi sono insetti di circa 5-7 mm, nella maggior parte delle volte atteri (senza ali) e di vario colore (i più comuni sono verdi o neri). Fra i più comuni si ricorda il Myzus persicae. La particolarità che aiuta i riconoscerli è la presenza dei Sifoni, due piccole protuberanze che si trovano alla fine dell’addome (vedi foto), visibili a occhio nudo o aiutandoci con una lente.

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COCCINIGLIA

La Cocciniglia è un insetto, che nella forma femminile (quella che vediamo sulle piante) si presenta con un corpo bianco, tozzo a forma di scudetto, spesso assomigliante ad una piccola pallina di lana. Non presenta le ali, al contrario del maschio, e per questo passa la maggior parte della sua vita immobile ed ancorata sui tessuti vegetali attraverso l’apparato boccale. La Cocciniglia attacca sia parti legnose che verdi, nella maggior parte dei casi essa si trova sulla pagina inferiore delle foglie dove è più difficile vederla e trattarla.

Il danno:

Flora Toscana

Il danno può essere del tutto estetico, ma a seconda della gravità e della pianta colpita, si possono avere ripercussioni sulla produzione (agrumi o alberi da frutto), fioritura e persino sulla sopravvivenza della coltura stessa. Il danno estetico è prevalentemente dovuto alla fisica presenza dell’insetto, ma anche dalla forma delle foglie e germogli colpiti, che consecutivamente alla puntura dell’insetto, esse assumono. Le foglie appaiono così contorte e avvolte su sé stesse a “sigaro”; in più le foglie colpite possono assumere colorazioni giallastre e infine deperire. Gli insetti in questione attraverso il loro apparato boccale pungono i tessuti e traggono il loro nutrimento dalla linfa; essa è composta prevalentemente da azoto, di cui essi si nutrono, e gran quantità di zuccheri. Proprio quest’ultimi spesso risultano essere in esubero per la loro dieta, perciò, sono obbligati ad espellerli attraverso la formazione di gocce altamente zuccherine, di colore trasparente, che prendono il nome di “melata”. Questa escrezione zuccherina è una sostanza molto importante per le api, oltre al polline e il nettare, esse usano anche quest’ultima come materiale per produrre il miele, in questo specifico caso il miele di melata. La stessa melata però può avere ripercussioni negative per la pianta, poiché oltre ad essere appetibile per le api risulta essere un substrato facilmente attaccabile da funghi, che depositandovisi sopra, ne traggono nutrimento per la sopravvivenza. Questo parassitismo dà vita a quella sintomatologia chiamata fumaggine; sui tessuti della pianta dove in precedenza era presente la melata e successivamente si è posato il fungo, si formerà un patina nerastra che ricorda appunto fuliggine di camino. Questa patina nerastra risulta essere deleteria per le foglie delle piante poiché ne ostacola il processo fotosintetico causandone l’ingiallimento e la caduta; nelle infestazioni gravi si può incorrere nella completa caduta di tutte le foglie e la morte della pianta.

Prevenzione e rimedi :

Come mezzo difensivo esistono molte sostanze naturali, oltre a quelle chimiche di sintesi, che possono fare al caso nostro. Ad esempio, esistono in commercio prodotti a base di aglio, equiseto, propoli, olio di soia, olio di lino, oli di semi, che hanno un effetto rinettante e quindi preventivo nei confronti di molti insetti dannosi, creando una “barriera difensiva” per la pianta. Molte di queste sostanze possono essere miscelate o ottenute con prodotti casalinghi. È molto importante effettuare i trattamenti preventivi prima dell’inizio delle infestazioni, irrorando la chioma della coltura nelle ore fresche, meglio se al mattino presto o tarda serata (in assenza di forte irraggiamento solare), e con adeguata continuità; è di vitale importanza che i prodotti protettivi siano presenti quanto più possibile sulle piante, spesso è opportuno ripetere i trattamenti anche a intervalli di 5 giorni o più frequentemente se si verificano eventi metereologici.

Il trattamento deve essere effettuato con bassi volumi idrici favorendo l’aderenza del prodotto sulle foglie e non la percolazione (si possono addizionare adesivanti).

Alcune pratiche agronomiche e scelte tecniche possono prevenire l’insorgenza e ridurre al minimo i fattori favorevoli alle infestazioni, per esempio:

  • effettuare opportune potature che mirano a svuotare l’eccesso di vegetazione della chioma riducendone il ristagno di umidità all’interno e aumentando la penetrazione della luce del sole;
  • evitare innaffiature sopra chioma, meglio se localizzate in basso in corrispondenza delle radici;
  • evitare concimazioni azotate eccessive, o comunque effettuare fertilizzazioni equilibrate;
  • qualora la tipologia di pianta sia idonea si consiglia di esporre la pianta a correnti di aria non eccessivamente fredde;
  • asportare gli organi vegetali colpiti (spesso gli afidi si aggregano in piccole colonie durante l’azione trofica e di ovideposizione);
  • nel caso di infestazioni di cocciniglia effettuare trattamenti irrorando la pianta anche dal basso verso l’alto in maniera da bagnare anche la pagina inferiore delle foglie dove essere tende ad annidarsi.

Bisogna anche ricordarsi che molte delle specie di insetti che popolano i nostri giardini o balconi possono risultare molto utili. Oltre agli insetti pronubi (impollinatori), è il famoso caso della coccinella che preda altri insetti, me esso è solo il più comune caso di relazione antagonistica. Afidi e cocciniglie sono predati e parassitizzati da molte specie di insetti definiti organismi utili, di cui spesso non conosciamo l’aspetto o esistenza, incorrendo nell’errore di scambiarli per agenti di danno ed eliminandoli con trattamenti non razionali. Tante delle sostanze sopracitate aiutano a proteggere la pianta senza eliminare la fauna utile e garantendo anche alimenti senza residui pericolosi. Ad esempio, è molto consigliato l’utilizzo di prodotti a base di Azadiractina, un limonoide estratto dai semi dell’albero di Neem (Azadirachta indica), impiegato in agricoltura come insetticida, acaricida e nematocida biologico.

L’aiuto dell’esperto :

Per eliminare la presenza delle esuvie degli insetti (resti inanimi), soprattutto nel caso della cocciniglia e delle fumaggini, si consiglia di effettuare due trattamenti consecutivi:

Nelle ore fresche del giorno effettuare un’irrorazione a tutta chioma con focus sulle parti molto colpite della pianta bagnando bene anche la pagina inferiore delle foglie, con sapone molle o sapone di Marsiglia (va bene quello del supermercato) miscelato con abbondante acqua. La pianta deve risultare molto bagnata.

Il secondo trattamento va effettuato il giorno successivo, sempre nelle ore più fresche (meglio di sera) con olio di semi (soia, girasole, lino ecc.) o olio banchi o di paraffina, miscelati con acqua irrorando bene la pianta. Questo secondo trattamento differisce da quello protettivo con gli stessi oli, poiché la quantità di acqua irrorata deve essere elevata per garantire un risciacquo importante della pianta eliminando le impurità.

Fiori Fairtrade: in onda sulla trasmissione Today

L’andamento della vendita dei fiori e le Rose Fairtrade

Sabato 13 maggio, in occasione dell’imminente Festa della Mamma, è andato in onda un’interessante approfondimento sul commercio dei fiori certificati fairtrade .

Sulla trasmissione Today su TV2000 , ospite Paolo Pastore Direttore di Fairtrade e tra gli interventi quello del nostro Direttore Simone Bartoli, dal minuto 10.

Di seguito il video completo

Di seguito le slide riprese dalla trasmissione

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Assemblea ordinaria dei Soci di Flora Toscana

Assemblea Ordinaria dei Soci

E’ convocata, presso la sede di Pescia (PT), via di Caravaggio n.21, l’assemblea ordinaria della FLORA TOSCANA Società Agricola Cooperativa, in prima convocazione per il giorno 24 maggio 2023, ore 08.00 e, qualora non si raggiungesse il numero legale per la sua valida costituzione, in Seconda Convocazione il giorno

Giovedì 25 maggio 2023, ore 17.00

per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

  1. previa lettura delle relazioni accompagnatorie, esame e approvazione del Bilancio dell’esercizio chiuso al 31 dicembre 2022, destinazione dell’utile di esercizio;
  2. rinnovo triennale dei membri del Consiglio di Amministrazione con eventuale determinazione dei compensi;
  3. rinnovo triennale dei membri del Collegio Sindacale, nomina del Presidente del Collegio, determinazione dei compensi;
  4. rinnovo triennale dell’incarico al Revisore Contabile e determinazione del compenso;
  5. andamento del mercato e prospettive future;
  6. presentazione della Borsa di Studio per gli studenti dell’Istituto Istituto Tecnico Agrario Statale Dionisio Anzilotti di Pescia, dedicata alla memoria dell’ex-presidente Paolo Batoni
  7. varie ed eventuali

L’assemblea sarà tenuta sotto la tettoia del conferimento, l’accesso sarà consentito solo ai pedoni dal lato corridoio esterno destro, adiacente al magazzino dell’Elettrica, che dovrà essere tenuto libero a partire dalle ore 13.30 del 25/05/23. Tutte le auto dovranno essere parcheggiate all’esterno del magazzino.

Si richiama l’art.28 dello Statuto Sociale in merito alla rappresentanza in Assemblea.

Ringraziando per la collaborazione ed in attesa di incontrarci il 25 Maggio salutiamo cordialmente.

                        Il presidente Ugo Conforti e il direttore Simone Bartoli
Flora Toscana Soc. Agr. Coop.

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