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Come avviene la programmazione della fioritura del Crisantemo?

Il Crisantemo coltivato è una specie brevidiurna, ovvero che in condizioni naturali fiorisce, almeno alle nostre latitudini, nei mesi autunnali, quando le ore giornaliere di buio sono maggiori.

Il Fotoperiodismo è il meccanismo biologico utilizzato dalle piante per regolare le fasi di vegetazione, quindi di crescita e quelle di produzione, ovvero di fioritura.

Il buio artificiale è lo strumento con il quale i produttori riescono a programmare la maturazione commerciale del prodotto in un determinato momento, sia del fiore reciso che delle piante in vaso.

Il fotoperiodo critico, cioè quello corrispondente al numero massimo giornaliero di ore di luce al quale può avvenire il passaggio dalla fase vegetativa a quella di fioritura, è di circa 14 ore. Occorre perciò che le ore di buio ininterrotte siano più di 10 ore, per avviare l’induzione a fiore.

Si modificano fattori ambientali all’interno della serra condizionando così il ciclo biologico e forzando la fioritura.  Gestendo luce e buio si può programmare con estrema precisione il momento della fioritura, per rispondere alle richieste commerciali.

Con quale metodo avviene la forzatura?

In gergo si parla di “abbuiamento”; una tecnica con cui i produttori attraverso la copertura totale della coltura con telo nero e impermeabile alla luce, prolungando le ore di buio naturali. Così si ha il passaggio dalla fase vegetativa a quella di fioritura.

In che periodo viene effettuato?

Per il prodotto programmato per le festività dei Santi, la tecnica di abbuiamento artificiale avviene da agosto, quindi, nel periodo in cui le ore di buio continue sarebbero insufficienti, fino a metà settembre, quando il fotoperiodo naturale coincide con quello necessario per la fioritura.

Ogni varietà ha la propria “reazione”, ovvero i giorni minimi necessari di fotoperiodo corto per fiorire. Si hanno tempi di reazione che vanno dalle 6 settimane, per le varietà più precoci, fino alle 15 settimane per quelle più tardive. Il momento esatto per l’inizio di tale pratica è fondamentale per avere il prodotto nel periodo desiderato.

Fondo sviluppo soci 7,5%

Lo strumento che Flora Toscana mette a disposizione delle aziende socie che vogliono potenziare la propria produzione ed innovare.

Cos’è e a chi è rivolto?

Il Fondo Sviluppo Soci nasce nel 2018 e rientra nelle azioni e strumenti che Flora Toscana mette a disposizione dei propri soci per incrementare e rinnovare le coltivazioni, sostenere l’innovazione produttiva e la sperimentazione di nuove varietà vegetali.

Questo strumento ha consentito di finanziare oltre 30 soci e 50 progetti con contributi a fondo perduto sugli investimenti effettuati e alla copertura di spese ed interessi per finanziamenti appositamente studiati per il miglioramento delle dinamiche finanziarie nella conduzione delle aziende.

Attraverso il Fondo Sviluppo Soci inoltre, promuoviamo e sosteniamo l’adesione dei nostri soci alle certificazioni ambientali, di processo e di prodotto. Nel tempo il Fondo ha allargato il proprio campo di applicazione ed è diventato strumento di sostegno agli investimenti a tutto campo per i soci residenti in Italia.

Oltre che al sostegno degli investimenti di natura produttiva, si può accedere al Fondo anche per supportare la ristrutturazione e l’ammodernamento delle aziende agricole per progetti che prevedono incrementi produttivi e per incoraggiare e sostenere l’avvio di nuove attività imprenditoriali da parte di giovani agricoltori. Uno strumento per i soci attuali ma anche per i soci futuri.

Il contributo verrà applicato sulle fatture riferite alle consegne nel periodo dal 1° Giugno 2026 al 31 Maggio 2027

 

Assemblea ordinaria dei soci 26 maggio 2026

Assemblea ordinaria dei soci: un bilancio positivo e un nuovo Consiglio di Amministrazione per Flora Toscana

Martedì 26 maggio 2026 si è svolta l’assemblea ordinaria dei soci di Flora Toscana, un momento importante per la vita della nostra cooperativa. Un’occasione per guardarci indietro, condividere i risultati raggiunti, approvare il bilancio d’esercizio 2025 e rinnovare gli organi sociali che guideranno il nostro percorso nei prossimi anni.

Il bilancio approvato conferma la solidità del lavoro svolto e la capacità del Gruppo di affrontare le sfide del mercato con visione, concretezza e spirito cooperativo. Per noi, però, il valore più importante di questo risultato sta nella possibilità di restituire beneficio diretto alla nostra base sociale.

Grazie alle performance raggiunte, Flora Toscana ha infatti previsto un importante conguaglio di liquidazione a favore dei soci conferitori, con un’erogazione complessiva di circa 150 mila euro. Una misura mutualistica significativa, che consentirà di abbattere del 30% il costo del servizio di conferimento sostenuto dai produttori nel corso dell’anno.

In un momento in cui le aziende agricole continuano a confrontarsi con l’aumento dei costi di produzione e delle materie prime, questo intervento rappresenta per noi un segnale concreto di vicinanza ai soci. È il modo più diretto per condividere i risultati ottenuti e riportare valore a chi ogni giorno lavora, produce e contribuisce alla crescita della cooperativa.

Questo traguardo nasce da un percorso fatto di efficientamento operativo, consolidamento commerciale e investimenti sulla filiera. Un percorso che abbiamo costruito passo dopo passo e che oggi ci permette di rafforzare il nostro ruolo come realtà di riferimento per il florovivaismo toscano e nazionale.

Durante l’assemblea, il Presidente uscente Ugo Conforti ha ripercorso l’attività degli ultimi anni, ricordando i risultati raggiunti e il cammino fatto insieme. È stato anche un momento di memoria e riconoscenza verso figure che hanno lasciato un segno importante nella nostra storia recente: l’ex presidente Paolo Batoni, ancora oggi nel cuore di soci e colleghi, e Lorenzo Pastori, membro del Consiglio di Amministrazione recentemente venuto a mancare, ricordato per il suo impegno e la sua partecipazione alla vita sociale della cooperativa.

Il direttore Simone Bartoli ha poi tracciato una panoramica sull’anno trascorso, soffermandosi sulle nuove acquisizioni, sulle azioni intraprese e sull’importanza della visione strategica che il Gruppo Flora Toscana sta portando avanti.

Dopo l’approvazione del bilancio, i soci sono stati chiamati al voto per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Il nuovo CDA vede l’ingresso di figure giovani, portatrici di freschezza, energia e nuove prospettive. Per noi è un segnale importante: guardare avanti significa continuare a innovare, senza perdere il legame con la nostra storia, con la base sociale e con il territorio.

In questo nuovo percorso, l’elezione di Alessia Spinetti alla Presidenza assume un valore speciale. Alessia è la prima donna a ricoprire questo ruolo nella storia di Flora Toscana, ma il significato della sua nomina va oltre questo importante traguardo. Alessia rappresenta una cooperazione vissuta da vicino, fatta di presenza, ascolto, lavoro quotidiano e partecipazione concreta.

Produttrice di fiori recisi, conduce l’azienda familiare insieme al fratello Simone, portando avanti una tradizione agricola che ha saputo evolversi nel tempo. Dalle coltivazioni storiche di garofani e gerbere, l’azienda è arrivata oggi a produzioni come anemoni, limonium, Ilex verticillata e crisantemi, con attenzione alla sostenibilità e alla qualità.

Già Vicepresidente nella precedente amministrazione, Alessia si è distinta negli anni per la passione per il proprio lavoro e per il forte legame con la vita della cooperativa. La sua presenza ha sempre saputo unire il ruolo sociale alla concretezza dell’esperienza quotidiana, accorciando le distanze tra la rappresentanza istituzionale e il lavoro reale delle aziende, dei campi, dei produttori.

Con Alessia alla Presidenza, sentiamo di aprire un nuovo corso che resta profondamente fedele alle nostre radici. Una guida capace di unire, ascoltare e costruire, interpretando la cooperazione come relazione viva, responsabilità condivisa e cammino comune.

A confermare questa direzione c’è anche l’elezione di Marco Conforti come Vicepresidente. Giovane produttore di proteacee in vaso, cresciuto in una famiglia di floricoltori, Marco porta con sé motivazione, competenza e un forte legame con il territorio e con la cooperativa.

Il rinnovamento del Consiglio di Amministrazione, con l’ingresso di nuove energie come Lorenzo Franceschini e Dario Benedetti, racconta una Flora Toscana che guarda al futuro con fiducia, mantenendo salda la propria identità.

Il nuovo Consiglio di Amministrazione è così composto:

Presidente: Alessia Spinetti, produttrice di fiori recisi
Vicepresidente: Marco Conforti, produttore di piante

Consiglio di Amministrazione:
Dario Benedetti
Ugo Conforti
Lorenzo Franceschini
Nicolò Giuntoli
Fabrizio Marsalli
Giuseppe Pagni
Marco Pagni
Sabrina Paoli
Michele Alfano
Giovanni Nicastro

Il nuovo Consiglio guiderà Flora Toscana nel prossimo triennio, con l’obiettivo di dare continuità al lavoro svolto e rafforzare ancora di più il ruolo della cooperativa nel panorama florovivaistico.

Con l’approvazione del bilancio positivo, il beneficio economico destinato ai soci e il rinnovo degli organi sociali, confermiamo la volontà di proseguire in un percorso di crescita condivisa, fondato su partecipazione, qualità della produzione, mutualità e visione.

Perché Flora Toscana è questo: una cooperativa che cresce insieme ai suoi soci, che restituisce valore al lavoro quotidiano e che guarda al futuro con radici forti e nuove energie.

 

Chamelaucium uncinatum: una nuova proposta per il giardino raccontata da Flora Toscana

Negli ultimi tempi sta crescendo l’attenzione verso piante capaci di adattarsi a condizioni climatiche sempre più complesse: estati calde, ridotta disponibilità idrica e necessità di soluzioni sostenibili senza rinunciare al valore ornamentale.

In questo contesto si inserisce Chamelaucium uncinatum , una specie ancora poco diffusa in Italia ma sempre più interessante per il suo potenziale in ambito paesaggistico e in particolare nel giardino mediterraneo. Un arbusto che unisce resistenza, fioritura prolungata e caratteristiche estetiche distintive, aprendo nuove possibilità per il verde ornamentale.

A raccontarne le qualità e le prospettive è la rivista “Ville e Giardini”, che ha dedicato un approfondimento alla specie coinvolgendo Alessandro Martini, specialista merceologico di Flora Toscana, in qualità di esperto.

La competenza Flora Toscana nello sviluppo della collezione

Per lungo tempo, Chamelaucium è stato apprezzato principalmente come fiore reciso. Oggi invece grazie al lavoro di selezione e miglioramento varietale, il suo utilizzo si è ampliato, trasformandolo in una proposta completa anche per il giardino grazie alla disponibilità di molte cultivar, che differiscono per colore, dimensioni, tempi di fioritura.

Flora Toscana ha dato un importante contributo nel lavoro di selezione delle cultivar. In collaborazione con realtà internazionali come Helix Australia e il Kings Park and Botanic Garden di Perth, è stata sviluppata una collezione articolata di Chamelaucium uncinatum.

Nel suo intervento su Ville e Giardini, Alessandro Martini ha selezionato sedici cultivar rappresentative, evidenziando le potenzialità della specie e le diverse possibilità di utilizzo nel giardino contemporaneo.

Produzione, qualità e innovazione

L’introduzione e lo sviluppo di nuove specie come il Chamelaucium si inseriscono in un percorso più ampio che vede Flora Toscana impegnata nella valorizzazione della produzione e nell’innovazione di assortimento.

La qualità delle piante, la selezione varietale e la capacità di rispondere alle esigenze del mercato sono il risultato di un lavoro condiviso tra competenze interne e filiera produttiva.

È proprio questo dialogo continuo tra ricerca, produzione e mercato a permettere di proporre soluzioni nuove, in grado di anticipare le tendenze e rispondere alle sfide del verde contemporaneo.

Chamelaucium uncinatum è quindi un esempio concreto di come il settore stia evolvendo verso modelli più sostenibili, attenti alle risorse e al tempo stesso capaci di offrire valore estetico e funzionale.

 

Proteacee: una produzione di nicchia che cresce grazie ai soci Flora Toscana

Nel cuore della costa toscana, a Cecina, prende forma una coltivazione che racconta molto più di una produzione florovivaistica: racconta visione, competenza e collaborazione. È qui che Patrizia Lotti e Saverio Paretti, soci di Flora Toscana, coltivano da anni una delle famiglie botaniche più affascinanti e complesse: le proteacee.

La loro esperienza e specializzazione sono state raccontate anche dal giornale “Il Tirreno”, che ha dedicato un approfondimento all’azienda il 24 aprile 2026.

Originarie di ambienti lontani come l’Australia e il Sudafrica, queste piante si distinguono per fioriture spettacolari: corolle strutturate, forme insolite, colori che spaziano dal rosso intenso alle tonalità pastello più delicate. Ma dietro la loro bellezza si nasconde una sfida agronomica tutt’altro che semplice.

Una storia di evoluzione e specializzazione

L’azienda di Patrizia e Saverio, Lotti Patrizia Soc. Sempl. Soc. Agric. nasce da un percorso che unisce esperienze diverse: Saverio arriva dalla Lombardia alla fine degli anni ’70, mentre Patrizia raccoglie l’eredità agricola familiare. Dopo una prima fase dedicata all’orticoltura, l’incontro con il mondo del florovivaismo e con Flora Toscana segna una svolta.
È proprio attraverso la cooperativa che prende forma un primo progetto sul fiore reciso, seguito poi – all’inizio degli anni 2000 – dall’introduzione delle proteacee. Una scelta tutt’altro che scontata, nata da un’intuizione condivisa e sviluppata grazie a relazioni internazionali e scambi di competenze.
Negli anni, l’azienda ha scelto di concentrarsi sempre di più sulla produzione in vaso, individuando in questa nicchia un equilibrio ideale tra sostenibilità produttiva e valorizzazione della qualità.

La sfida agronomica delle proteacee

Coltivare proteacee in Italia, e in particolare in vaso, significa affrontare una serie di complessità tecniche. Si tratta infatti di piante adattate a suoli poveri, spesso rocciosi, con una capacità molto specifica di assorbire nutrienti: un eccesso di fertilizzazione può risultare addirittura dannoso.
Per questo, la gestione richiede attenzione, esperienza e un approccio agronomico preciso. Dalla scelta del substrato alla gestione dell’irrigazione, fino al controllo della luce, ogni fase deve essere calibrata con cura.
Nel tempo, Patrizia e Saverio hanno sviluppato un know-how solido, costruito attraverso prove, osservazione e miglioramento continuo. Un percorso lungo, che ha portato oggi a una produzione strutturata e riconosciuta.

Produzione e varietà: qualità che si distingue

All’interno dei circa 6.500 metri quadrati di serre, l’azienda produce ogni anno tra le 25.000 e le 30.000 piante.
Tra le varietà coltivate:

  • Telopea, dai fiori grandi e di un rosso brillante
  • Protea cynaroides, conosciuta anche come Protea Rex, simbolo del Sudafrica
  • Leucospermum, caratterizzato dalla tipica forma “a puntaspilli”

Le piante vengono avviate da materiale di propagazione selezionato e seguite per un ciclo di crescita che varia dai 12 ai 18 mesi. La fioritura principale avviene tra la fine dell’inverno e la primavera, regalando uno spettacolo cromatico unico.

Un prodotto internazionale, radicato nel territorio

Nonostante la produzione sia profondamente legata al territorio toscano, il mercato di riferimento è in gran parte estero. Francia, Nord Europa e Portogallo sono tra le principali destinazioni.
Questo perché le proteacee, per caratteristiche agronomiche e climatiche, trovano condizioni ideali in altri contesti europei, dove possono essere coltivate anche in piena terra. In Italia, invece, la coltivazione in vaso rappresenta spesso la soluzione più efficace.

Il valore della cooperazione

Uno degli elementi chiave di questo percorso è il ruolo della cooperativa.
Essere soci di Flora Toscana significa poter contare su:

  • una rete commerciale strutturata, difficilmente accessibile per una singola azienda
  • un supporto nella pianificazione produttiva, condivisa tra più soci
  • un accompagnamento nei momenti di mercato più complessi
  • competenze e strumenti necessari per affrontare mercati esteri sempre più esigenti

La produzione segue infatti una logica di filiera: le piante coltivate in azienda rientrano nel circuito della cooperativa, che si occupa della commercializzazione e della distribuzione.
Questo modello consente alle aziende di concentrarsi sulla qualità produttiva, mantenendo al tempo stesso una presenza competitiva sui mercati.

Competenza, visione, continuità

La storia di Patrizia e Saverio è un esempio concreto di come visione e storia possano convivere. La scelta di specializzarsi in una coltura complessa, unita al supporto della cooperazione, ha permesso di costruire nel tempo un progetto solido e riconoscibile.
In un settore in continua evoluzione, sono proprio le competenze dei soci, insieme alla capacità di fare rete, a rappresentare il vero valore aggiunto.

Premiazione della terza Borsa di Studio Paolo Batoni

In occasione della 14ª edizione di Naturalitas, presso l’ITA Dionisio Anzilotti di Pescia, si è tenuta sabato 11 aprile la premiazione della terza Borsa di Studio dedicata a Paolo Batoni, ex Presidente di Flora Toscana. 

Il progetto di quest’anno ha guardato al territorio, con la riqualificazione della rotatoria “Macchie di San Piero”, all’interno del bando “Adotta un’area verde” del Comune di Pescia. 

Un momento che si inserisce all’interno di una manifestazione che ogni anno mette in relazione scuola, territorio e mondo del lavoro, valorizzando il ruolo della formazione nel settore florovivaistico.

I vincitori di questa edizione sono:

  • Federico Tesi
  • Carrano Gioele
  • Fambrini Luca
  • Gentili Gabriel

Tutti Studenti della classe 5ªA, indirizzo Agraria, Agroalimentare e Agroindustria, articolazione Gestione dell’ambiente e del territorio.

Un percorso che continua nel tempo

La Borsa di Studio Paolo Batoni nasce con l’obiettivo di sostenere i giovani nel loro percorso formativo, creando un collegamento concreto tra studio e realtà professionale.

Anche questa terza edizione conferma la volontà di investire in progetti che uniscono competenze tecniche, attenzione al territorio e capacità progettuale, elementi sempre più centrali per il futuro del settore.

Formazione e territorio

La premiazione all’interno di Naturalitas rafforza il significato dell’iniziativa: non solo un riconoscimento, ma parte di un contesto più ampio in cui formazione, ambiente e filiera si incontrano.

Per Flora Toscana, sostenere questo percorso significa contribuire alla crescita di nuove professionalità e mantenere un dialogo attivo con le nuove generazioni.

Guardare avanti

Crediamo che il futuro del florovivaismo passi anche da qui: dalla scuola, dalle competenze che si costruiscono nel tempo e dalla capacità di trasformare conoscenza e progettualità in esperienze concrete.

La Borsa di Studio Paolo Batoni è un modo per continuare a dare valore a questo percorso.

Green Flora e Futuro: un progetto che abbiamo costruito insieme

Green Flora e Futuro: un progetto che abbiamo costruito insieme

Siamo stati capofila del progetto “Green Flora e Futuro: quando innovazione e sostenibilità incontrano la filiera vivaistica”, finanziato nell’ambito del PSR Toscana 2014–2022.

Un progetto che non si è limitato a intervenire su singole aziende, ma ha lavorato su un principio più ampio: migliorare l’efficienza e la competitività dell’intera filiera vivaistica, partendo dal territorio di Pescia, uno dei poli più rilevanti del settore in Italia.

Un progetto di filiera, nel senso concreto del termine

Green Flora e Futuro nasce come progetto integrato di filiera (PIF); abbiamo lavorato su un modello preciso: mettere in relazione aziende, competenze e ricerca.

Il progetto ha coinvolto:

• 135 partner complessivi

• 18 partecipanti diretti

• 117 partecipanti indiretti

Come capofila, abbiamo coordinato le attività e facilitato il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti: aziende agricole, università e centri di ricerca. Le aziende hanno contribuito con il proprio lavoro e il materiale vegetale, mentre il mondo accademico ha portato strumenti di analisi e ricerca applicata.

La collaborazione con l’Università di Pisa e l’Università di Milano non è stata formale: ha inciso direttamente sul modo di lavorare con l’integrazione di analisi e sperimentazione.

Interventi concreti dentro le aziende

Il progetto ci ha permesso di intervenire in modo diretto sui processi produttivi delle aziende.

Grazie al cofinanziamento, sono stati introdotti:

• nuovi macchinari e attrezzature

• sistemi di confezionamento più evoluti

• spazi dedicati alla lavorazione e allo stoccaggio

Questo ha significato, nella pratica, lavorare meglio: più organizzazione, maggiore controllo sulla qualità e una gestione più efficiente delle fasi produttive.

Per molte aziende coinvolte, accedere a questo livello di innovazione sarebbe stato difficile senza un progetto strutturato come questo alle spalle.

Quando la ricerca entra davvero nella filiera

Uno degli aspetti più rilevanti è stato il collegamento con tra produzione e il mondo della ricerca.

Le attività svolte insieme agli enti universitari hanno riguardato, tra le altre cose temi concreti come:

• condizioni ottimali di confezionamento

• miglioramento della conservazione dei prodotti

• analisi delle modalità di trasporto

Da queste attività sono emerse soluzioni operative. Una su tutte: la possibilità di valutare il trasporto via nave come alternativa all’aereo, con effetti evidenti su costi, organizzazione e sostenibilità.

Allo stesso tempo, si sono aperte nuove opportunità commerciali, rendendo più accessibili mercati distanti.

I risultati raggiunti

Il progetto ha prodotto risultati chiari:

• introduzione di innovazione tecnologica nei processi e nei prodotti

• riduzione dei costi di produzione, in particolare energetici

• maggiore efficienza operativa

• ampliamento dei mercati grazie a sistemi di conservazione più efficaci

• sviluppo di competenze tecniche e di marketing

• rafforzamento della collaborazione tra produttori

Un lavoro che ha reso la filiera più strutturata, più reattiva e meglio preparata ad affrontare le dinamiche del mercato.

Un progetto riconosciuto come “Buona Prassi”

La qualità del lavoro svolto ha portato il progetto a essere selezionato e inserito nel volume “Protagonisti per natura – I racconti dello sviluppo rurale in Toscana”, dedicato alle esperienze più significative finanziate dalla Regione Toscana.

Non solo: il progetto è stato pubblicato anche sul portale regionale, con una scheda dedicata che ne racconta struttura, obiettivi e risultati. (https://www.regione.toscana.it/-/green-flora-pif)

Un riconoscimento che non riguarda solo il progetto in sé, ma il metodo: collaborazione, visione di filiera e capacità di trasformare gli investimenti in risultati concreti.

Uno sguardo che va oltre il progetto

Green Flora e Futuro non è un punto di arrivo.

È un passaggio dentro un percorso più ampio, che riguarda il modo in cui il settore vivaistico può evolvere: attraverso l’innovazione, ma soprattutto attraverso la capacità di lavorare insieme.

È su questo che continuiamo a costruire ogni giorno.

Il rebranding di Flora Toscana: un’evoluzione naturale della nostra identità

Un’evoluzione naturale della nostra identità

Ogni azienda attraversa fasi diverse della propria storia. Alcune sono silenziose, altre richiedono scelte visibili.

Nel corso dei nostri oltre 55 anni di attività, il contesto è cambiato più volte e in modo profondo: nuovi mercati, nuovi canali, interlocutori sempre maggiori e con esigenze diverse. La comunicazione non è più un aspetto accessorio, ma parte integrante del posizionamento.

Parlare oggi di identità significa quindi parlare di coerenza. Coerenza tra ciò che siamo e ciò che mostriamo. Tra ciò che facciamo ogni giorno e il modo in cui lo raccontiamo.

Quello avviato tra fine 2025 e inizio 2026, il nostro 55esimo anno di attività, non è stato un cambio di identità, ma una sua evoluzione. Un passaggio necessario per raccontare in modo più coerente ciò che siamo e rispondere al meglio a tutte le esigenze comunicative, preservando l’eredità della nostra storia e di un marchio che, in forme diverse nel tempo, rappresenta la nostra cooperativa di produttori dal 1971.

Le radici che restano

Flora Toscana nasce da una storia che il mercato conosce bene. Il legame con Toscoflora è ancora vivo nella memoria di clienti e partner. Non a caso, molti continuano a chiamarci così. E lo stesso simbolo che rappresenta Flora Toscana affonda le sue radici in quello di Toscoflora.

Questo non è un limite: è la prova di un patrimonio costruito nel tempo.

Il rebranding non ha voluto interrompere quella continuità, ma rafforzarla.

Abbiamo scelto di mantenere forme, feeling e richiami identitari del marchio storico, lavorando su una semplificazione e su una maggiore istituzionalizzazione del segno, per adattarlo ai tanti contesti diversi del mondo attuale, sia fisici che digitali.

Per una cooperativa come la nostra, la continuità è un valore strategico.

Perché un rebranding

La crescita di Flora Toscana ha portato con sé una maggiore complessità: più mercati, più divisioni, più target, più canali.

Dalla GDO italiana ai mercati esteri, dall’ingrosso al settore agricolo, la cooperativa oggi dialoga con interlocutori molto diversi tra loro. Ogni area ha dinamiche proprie, esigenze specifiche, aspettative differenti.

Per questo serviva un sistema grafico flessibile e coerente per tutte le attività del gruppo e un rinnovamento degli strumenti digitali.

Vitalità e colore

Distinguersi è fondamentale, tanto quanto riconoscersi. Per questo abbiamo studiato un sistema di segni e di palette cromatiche che ci dessero la flessibilità creativa ed esecutiva necessaria per far fronte alle esigenze del mercato e, allo stesso tempo, uno strumento identificativo chiaro per reparti, produzioni e linee specifiche.

Un’esplosione di colori e tonalità diverse ma coerenti tra loro, ricche di varietà, proprio come i fiori e le piante che curiamo ogni giorno.

Il sistema visivo è flessibile, modulare, capace di adattarsi alle diverse anime del gruppo. Il rebranding non ha modificato il modo in cui lavoriamo. Ha reso più leggibile il nostro sistema.

Nuovo aspetto, nuovi strumenti

Insieme al rebranding è iniziato un percorso di aggiornamento strutturale di Flora Toscana, che si riflette su tutti gli aspetti, a partire da questo stesso sito web. Un racconto più approfondito della cooperativa, dei soci che la compongono, delle nostre produzioni e dei nostri clienti.

Tanti aspetti sono già stati rinnovati e tanti altri vengono implementati giorno per giorno.

Uno sguardo al futuro, avendo cura del passato

Questo rebranding è un nuovo punto di partenza.

Flora Toscana è oggi una realtà strutturata, capace di operare su mercati italiani ed esteri, con una rete di soci produttori e un sistema di servizi integrato.

L’identità aggiornata accompagna questa evoluzione, senza rompere con la storia. Continuità e innovazione non sono concetti in opposizione per noi, ma due dimensioni che procedono insieme.

Nuova identità Flora Toscana

Flora Toscana a IPM Essen 2026

Flora Toscana a IPM Essen 2026, vetrina mondiale del florovivaismo

Dal 27 al 30 gennaio 2026 siamo presenti alla 42ª edizione di IPM Essen, uno degli appuntamenti internazionali più rilevanti per il settore florovivaistico. Una fiera che ogni anno riunisce operatori, produttori e buyer da tutto il mondo, diventando un vero punto di riferimento per il mercato globale.

Partecipare a IPM Essen significa confrontarsi con le principali tendenze del settore, rafforzare relazioni consolidate e creare nuove opportunità di dialogo con clienti e partner internazionali. Un contesto ideale per raccontare il nostro modello cooperativo, la qualità delle produzioni e la visione che guida Flora Toscana.

📍 Padiglione 2 – Stand A15/A13

Flora Toscana ospita l’evento AICG: una giornata tra fiori, piante e cooperazione

Il 14 gennaio 2026 abbiamo avuto il piacere di accogliere presso Flora Toscana i soci di AICG, protagonisti di una giornata dedicata alla scoperta del nostro mondo fatto di fiori recisi, piante in vaso e cooperazione.

Durante la visita, i partecipanti hanno potuto entrare in contatto diretto con la nostra realtà produttiva, conoscere da vicino le diverse fasi della filiera e confrontarsi con il nostro team sui temi che ci guidano ogni giorno: qualità del prodotto, organizzazione, ricerca e attenzione alle persone.

È stato un momento di scambio autentico, in cui raccontare chi siamo e come lavoriamo, ma anche un’occasione per ascoltare, condividere esperienze e rafforzare relazioni basate su valori comuni.

Ringraziamo AICG e tutti i soci presenti per l’interesse, la partecipazione e il dialogo aperto. Incontri come questo confermano quanto il confronto diretto sia fondamentale per continuare a crescere insieme, come cooperativa e come filiera.

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