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Camellias

Il genere Camellia è endemico del Sud-Est Asiatico, contiene un grandissimo numero di specie ed è il più grande nella famiglia delle Theaceae. Si stimano più di 400 specie nominate e pubblicate. Il genere Camellia ha anche una forte importanza economica, soprattutto per il tè che viene ottenuto lavorando i germogli di diverse specie e per l’olio dei semi, che è pregiatissimo. Dal punto di vista ornamentale le specie da cui sono state ottenute varietà stupende tramite un lavoro di ibridazione avvenuto in tutto il mondo sono: Camellia japonica L. (1753) sez. Camellia: senz’altro la più importante e conosciuta. La specie tipo è originaria del Giappone, Taiwan, Corea del Sud e costa est della Cina. È coltivata come pianta ornamentale da secoli, oltre che come fonte di semi che producono un olio alimentare molto pregiato.

Genere Camellia

Nel caso di varietà orticole ed ibridi il titolo in grassetto sopra ciascuna foto indica il nome corretto della cultivar, registrato ufficialmente sull’International Camellia Register e nel caso di nomi in cinese o giapponese traslitterati, fra parentesi il significato in lingua inglese. Nel caso si tratti di una specie botanica il titolo rappresenta il nome della specie ed è riconoscibile dalla prima lettera iniziale minuscola. Subito sotto il dettaglio della specie botanica o il “parentage” se noto.

Sotto la fotografia nel caso di varietà orticole è riportato il nome dell’ottenitore, la città o nazione in cui la cultivar è nata e l’anno di prima menzione o pubblicazione su cataloghi o registrazione internazionale, nel caso invece di specie è indicato il luogo in cui queste crescono spontanee.

Camellia sasanqua Thunb. (1784) sez. Oleifera: distribuita in natura nell’arcipelago Giapponese, ha una storia lunghissima di coltivazione nelle sue meravigliose varietà. Ha la prerogativa di fiorire in autunno e inizio inverno.

Camellia lutchuensis Ito (1900) sez. Theopsis: in natura si trova allo stato spontaneo nella prefettura di Okinawa (Giappone). È ben conosciuta per la sua dolcissima fragranza che, mediante incroci con C.japonica ed altre specie, è stata trasferita agli ibridi, conferendo il profumo che invece manca in molte specie, fra cui proprio la C.japonica. 

Camellia saluenensis Stapf ex Bean (1933) sez. Camellia: cresce in natura nelle province cinesi dello Yunnan e del Sichuan ad altitudini variabili da 1000 a 3000 mt. È importantissima per aver creato il gruppo conosciuto come C.x williamsii e relativi ibridi, incrociando con C.japonica. Il gruppo delle x williamsii è rustico ed adattabile, e fiorisce a profusione, caratteristica che ha conferito l’appellativo di “Lanscaping camellia”.

Camellia nitidissima Chi (1948) sez. Chrysantha: cresce in natura nella provincia cinese del Guangxii ed in Vietnam del Nord. È meno rustica delle altre finora descritte provenendo da foreste subtropicali e ha la caratteristica del colore giallo oro, mancante nelle classiche varietà da giardino.

Camellia changii Ye (1985) sez. Camellia: endemica di una ristretta area della provincia cinese del Guangdong, i fiori sono rosso aragosta, grandi e semplici. Il fogliame la fa assomigliare di più ad un rododendro che ad una camelia, motivo per cui è anche conosciuta come Camellia azalea. La caratteristica peculiare sta nel fatto che nei luoghi di origine sia fiorita per tutto l’anno, quindi l’estremo interesse per questa specie è la caratteristica della rifiorenza continua, che manca alla quasi totalità delle altre camelie. 

Camellia amplexicaulis Coh.St. (1916) sez. Archeocamellia: l’origine presunta è la provincia cinese dello Yunnan ed aree contigue nel Vietnam del Nord, ma in natura è pressochè estinta. Ha rusticità limitata ma prove sperimentali hanno evidenziato che riesce a tollerare qualche grado sotto zero. Cresce in ombra fitta, quindi potrebbe essere utilizzata con successo come pianta da interno. La vegetazione è lussureggiante con ampie foglie verdi smeraldo e nuovi germogli spesso colorati. I fiori possono essere rosa accesso o bianchi ed il bocciolo è già colorato alla nascita. 

Nel caso di varietà orticole ed ibridi il titolo in grassetto sopra ciascuna foto indica il nome corretto della cultivar, registrato ufficialmente sull’International Camellia Register e nel caso di nomi in cinese o giapponese traslitterati, fra parentesi il significato in lingua inglese. Nel caso si tratti di una specie botanica il titolo rappresenta il nome della specie ed è riconoscibile dalla prima lettera iniziale minuscola. Subito sotto il dettaglio della specie botanica o il “parentage” se noto.

Sotto la fotografia nel caso di varietà orticole è riportato il nome dell’ottenitore, la città o nazione in cui la cultivar è nata e l’anno di prima menzione o pubblicazione su cataloghi o registrazione internazionale, nel caso invece di specie è indicato il luogo in cui queste crescono spontanee.

Autunnali

La specie più rappresentativa in questo gruppo è senz’altro C. sasanqua Thumb. (1784). Fa parte della sezione Oleifera Chang (1981) ed è originaria del Giappone, per la precisione del sud di Shikoku, Kyushu e le isole a sud di Kyushu. In natura ha la forma di un cespuglio o piccolo albero dai fiori bianchi semplici con 7-8 petali e foglie variabilmente ellittiche, da acuminate a occasionalmente cuspidate. L’epoca di fioritura va dall’autunno all’inizio inverno. 

La C.x vernalis è invece un ibrido interspecifico fra C.sasanqua e C.japonica e le varietà con la stessa origine ma con caratteri più simili a C.japonica sono conosciute come C. hiemalis.               

Camellia japonica subsp.rusticana (Honda) Kitamura (1950) è una sottospecie della C. japonica che si ritrova in natura in zone altamente nevose nel nord ovest dell’isola di Honshu in Giappone, dai 100 ai 1000 metri di altitudine. Di per se ha fioritura primaverile ma è entrata nel patrimonio genetico di diverse varietà a fioritura autunno invernale in modo da conferire agli ibridi una spiccata resistenza alle basse temperature e una forma più composta e talvolta prostrata, rendendoli adatti alla coltivazione in vaso, come bonsai o in piccoli giardini.

Gialle

Un colore mancante nelle classiche camelie da giardino è il giallo. In natura, la Camellia japonica insieme ad altre specie non hanno la caratteristica genetica di avere il giallo nelle proprie sfumature. Fino a trenta anni fa era una caratteristica impensabile.

Grazie all’apertura della Cina e del Vietnam, gli scienziati hanno scoperto una moltitudine di specie tropicali e subtropicali nelle foreste a sud ovest del Guangxi, nel sud-est dello Yunnan e sud ovest della provincia di Guizhou, oltre alle contigue aree del Vietnam del Nord. 

Sono state al momento classificate circa 80 fra specie e varietà naturali, ma il lavoro è ancora in continuo aggiornamento, comprese nella sezione Chrysantha-Chang (1981), oppure, seguendo l’aggiornamento del professor Ming Tielu, comprese nella sezione Archeocamellia -Sealy (1958).

Profumate

“Sol te, priva d’odor fredda bellezza, – marmorea, preziosa, e alle superbe – figlie del lusso prediletta, io taccio – insipida Camelia e quasi escludo – dei fior dall’adorabile famiglia. – Quand’io morrò, sulla compianta bara componimi, o sorella, una ghirlanda – de’ più negletti fiori. I più gentili – son essi, e i più odorosi. Odio questi serti – che i teatri ricordano, e le calde – atmosfere dei balli, ove si sfoglia – e sotto gli ebbri piedi si calpesta – Colle vizze camelie il pudor vinto -”

 E.Nencioni, Inno ai fiori 1870.

Questo quanto scriveva il poeta Nencioni nel suo “Inno ai fiori” del 1870. Il senso dell’odorato, con l’evoluzione, ha perso sensibilità nella specie umana. Tuttavia è indubbio che avvertire, apprezzare e ricordare profumi che risveglino nostalgie ancestrali ha nelle persone una grande importanza. La mancanza di fragranza rappresenta effettivamente un limite per la pur splendida Camellia japonica e per ovviare a ciò ibridatori in tutto il mondo hanno cercato di ottenere camelie profumate. La soluzione è stata trovata mediante incroci utilizzando specie di camelie che naturalmente presentano profumo. Si tratta quindi di abbinare il patrimonio genetico di C. lutchuensis,  C.transnokoensis, C.synaptica, C.tsaii,  C.yushienensis (syn. C.odorata). I profumi che si possono avvertire ricordano la cannella, il tè, il caprifoglio ed il garofano, dolci e con note fortemente speziate. 

Ricordiamo che il momento della giornata, la qualità del suolo in cui vive la pianta ed il clima del momento giocano un ruolo importante nella produzione e nella diffusione del profumo.

Scure

Questa collezione raccoglie tonalità insolitamente scure, dal bordeaux al viola fino ad arrivare a sfumature nere. Si tratta di varietà molto rare e ricercate, e fra loro spiccano “Black Magic” e “Jinhua Meinü” sinonimo di “Red Leaf Bella”.

“Black Magic” ottenuta dai Fratelli Nuccio ad Altadena in California ha fiori rossi molto scuri, di consistenza cerosa, da doppio irregolare a rosiforme. Il fogliame è crespo e molto dentato e fanno assomigliare la pianta ad un agrifoglio.

“Jinhua Meinü” è una mutazione gemmaria stabile di “Nuccio’s Bella Rossa” isolata da Fu Bingzhong nella città cinese di Jinhua, nella provincia di Zhejiang e successivamente rivenduta ad un collezionista americano per una cifra altissima. I fiori rossi, grandi, doppi perfetti, spesso con una imbricatura dei petali a stella hanno vistose venature nere e le nuove foglie sono rosso brillante.

Speciali

Un giro del mondo e della storia in 40 varietà e specie. In questa sezione una raccolta di bellissime camelie con particolarità diverse, dalla forma del fiore alla variegatura della foglia alla profusione con cui fioriscono.  

Per esempio “Vergine di Collebeato”, una camelia famosa in tutto il mondo per le sette braccia di petali che formano una spirale eptamera concentrica (anche se non sempre questo fenomeno avviene), o C.F. Coates una Camellia x williamsii dalle foglie con una particolare forma a “coda di pesce” all’apice, oppure C.japonica subsp. rusticana “Reigyoku” dal fogliame vistosamente variegato di giallo oro, non ultima l’importanza storica di “Incarnata”, una varietà a fiore rosa chiaro, importata dalla Cina nel 1806 per  Lady Amelia Hume di Wormleybury, Inghilterra, forse la prima camelia doppia perfetta apparsa in Europa assieme ad “Alba Plena”.

Toscane dell’800

La Camellia japonica (L.) fu importata in Europa, precisamente in Inghilterra poco prima del 1747, anno a cui risale la prima iconografia della pianta vegetante nelle serre di Lord Petre. In pochi anni questa pianta ebbe una diffusione velocissima per tutta l’Europa, scatenando una moda ed una mania pari forse a quella per i tulipani nel cinque-seicento  grazie anche al romanzo, best seller per l’epoca,  “La Signora delle Camelie” di Alexandre Dumas figlio.

In Italia  la prima pianta ufficialmente messa a dimora è stata la “Celebratissima” nel parco della Reggia di Caserta intorno al 1760 e da quel momento la passione per questa pianta si diffuse in pochi anni per tutta l’Italia, coinvolgendo tanti amatori soprattutto nelle fasce più alte ed abbienti della popolazione.

La facilità di ibridazione e di mutazione spontanea spinse tanti a cercare di ottenere nuove varietà. Un uomo senza camelia all’occhiello o una donna senza l’ornamento di questo fiore sugli abiti non vennero più considerate alla moda.

La longevità della camelia ha permesso di perpetuare fino ad oggi le storiche gloriose varietà ottocentesche ma, a  causa dell’incuria, del disinteresse o peggio, di un interesse meramente economico, hanno rischiato di estinguersi.

Il ventunesimo secolo ha prodotto una riscoperta del passato, infatti Flora Toscana adesso ripropone al mondo le antiche Camelie, quelle ottenute dai vivaisti  Franchetti e Mercatelli, dal Professor Santarelli, dal Marchese Ridolfi, dal Conte Bouturlin, dal Cavalier Bonafedi, esimi fiorentini che con il loro lavoro di ibridazione, hanno creato tante bellezze, dedicate poi a personaggi famosi, amici, familiari (Maria Antonietta, Arciduca Carlo, Dionisia Poniatowski ecc.).

Flora Toscana, mossa del sentimento di recupero e valorizzazione di un patrimonio che altrimenti rischiava di essere perduto per sempre, ha investito tanto tempo e denaro, ma il risultato è presentato in questo catalogo, ovvero una stupenda collezione unica nel suo genere, di importanza ornamentale e storica, e di valorizzazione del territorio in cui la Cooperativa prevalentemente opera.

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