La risposta di Flora Toscana al Mercato dei Fiori di Pescia


La risposta di Flora Toscana al Mercato dei Fiori di Pescia

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Flora Toscana e il Mercato dei Fiori

L’assemblea pubblica presso il mercato dei fiori indetta dal Sindaco di Pescia il 30 Dicembre scorso ha impedito di parlare a Flora Toscana nonostante che svariati interventi dal palco e dalla tribuna l’avessero chiamata in causa dicendo vere e proprie falsità. Ci pare allora necessario esprimere il nostro punto di vista a mezzo stampa.

Flora Toscana non è in concorrenza con il MEFIT/COMICENT. 
 
Svolge attività completamente diverse. Si occupa di commercializzare le produzioni dei soci e dei fornitori attraverso i propri canali: vendite all’ingrosso in Italia e sui mercati di esportazione, il proprio Cash & Carry di Firenze, la Grande Distribuzione Organizzata. Flora Toscana non “concede” spazi di vendita e nemmeno
magazzini a terzi come fa il mercato. Casomai concorrenti possono essere considerati gli operatori del mercato. Ma anche no, soprattutto quando sono anche fornitori di Flora Toscana. In quel caso sono ben contenti di esserlo, in piena regolarità fiscale (fatto raro negli scambi fra gli operatori sul mercato) e soprattutto consapevoli della puntualità nei pagamenti (fatto altrettanto raro).
Detto questo è evidente che Flora Toscana non ha alcun interesse che il mercato chiuda, come taluni asseriscono, forse per cercare un capro espiatorio alle loro inconcludenze.

Flora Toscana ha interesse, come del resto tutte le imprese serie e corrette, a che valgano per tutti le stesse regole e che tutti le rispettino. Il mercato è una ricchezza per il nostro comprensorio. Ha cambiato la sua funzione nel tempo: da punto di partenza delle produzioni della zona, a punto di distribuzione territoriale; da piazza di contrattazione, ad area di scambio ed immagazzinaggio temporaneo. In ogni caso è uno strumento positivo, anche se ormai non più decisivo, per il territorio. Naturalmente andrebbe meglio adeguato alle attuali necessità.

Difendere ciò ciò che rimane della situazione attuale, senza un piano per il futuro, senza investimenti, non è certo una politica lungimirante.

Il punto è: chi dovrebbe occuparsene? 

Il comune di Pescia che ha promosso il mercato nel dopoguerra, sta facendo la sua parte ben oltre “l’interesse pubblico” che rappresenta. Gli operatori sono invece latitanti nell’assumersi le proprie responsabilità. Ovvero tutti buoni a lamentarsi e a pretendere che le autorità pubbliche mettano soldi, ma incapaci a costruire un minimo di organizzazione ed un minimo di progettualità. Ridicolo il paragone che alcuni hanno fatto in assemblea sul fatto che la regione sarebbe pronta a dare i soldi solo alla cooperativa. Flora Toscana al pari di tutte le imprese private, può accedere ai provvedimenti comunitari che sono a disposizione di tutti.
Provvedimenti che coprono solo in parte gli investimenti e per il resto vi fa fronte con risorse proprie, ovvero dei soci floricoltori.
La storia del mercato dei fiori è emblematicamente un esempio opposto.
Premesso che è una struttura sbagliata concettualmente per l’utilizzo a cui è destinata. Di questo non hanno certo colpa gli operatori ma la “politica” dell’epoca, che preferì l’opera monumentale anziché la funzionalità e la economicità.
E’ bene che tutti si ricordino che il mercato dei fiori di Pescia è stato costruito interamente con soldi pubblici e messo a disposizione gratuitamente degli operatori, che lo hanno gestito attraverso le loro “associazioni” fino all’arrivo del commissario, allorquando i bilanci erano in stato pre-fallimentare.
L’unico onere che avevano i gestori, era quello di provvedere alla manutenzione, cosa che non è stata mai fatta e quindi è normale che adesso ci siano problemi di sicurezza. Pretendere che intervenga sempre “pantalone” senza un maggiore impegno degli operatori ci pare davvero eccessivo.

Questo non come azienda da taluni ritenuta erroneamente concorrente, ma come normali cittadini.