Camelie Toscane dell’800


Camelie Toscane dell’800

Flora Toscana , sempre alla ricerca di nuove proposte, ha recentemente iniziato la coltivazione di alcune particolari varietà di Camelia Japonica. Sono varietà cosiddette “ antiche “ in quanto riprodotte da talee di piante custodite all’interno dei giardini di Ville e Palazzi della Toscana, risalenti al 19° secolo. Un prezioso lavoro di conservazione e perpetuazione di varietà antiche realizzato dai soci di Flora Toscana grazie anche alla disponiblità e collaborazione dei proprietari di Villa Mansi, Villa Mazzarosa, Villa Reale del comprensorio di Capannori Lucca e di Palazzo Guicciardini Firenze.
La Camellia japonica L. (famiglia Theaceae) è una pianta a portamento arboreo arbustivo originaria del Giappone e della Cina, dove è coltivata fin da epoche antichissime. Fu importata in Europa alla fine del settecento dove crebbe in popolarità fino a raggiungere il suo massimo successo nel diciannovesimo secolo, soprattutto nel Granducato di Toscana, nel Principato di Lucca e nel Lombardo Veneto, successo amplificato probabilmente oltre alla bellezza del fiore stesso anche grazie alla pubblicazione del celebre romanzo di Alexandre Dumas “ La Signora delle Camelie ” ( 1848 ) e dell’opera lirica ” La Traviata ” di Giuseppe Verdi.

Esempi di alcune iconografie di Camelia dell’epoca :

Giardino Santarelli         Giardino Schimz             Carlotta Nencini             Angela Cocchi                    L’Avvenire            

Dal romanzo ” LA SIGNORA DELLE CAMELIE ” di Alexandre Dumas (figlio) scritto nel 1848,  riportiamo la descrizione di Marguerite Gautier
(La Dame aux camélias)
“ Marguerite assisteva a tutte le prime rappresentazioni, e trascorreva le sue serate al teatro o ai balli.   Ogni volta che si recitava una nuova commedia, si poteva essere sicuri di incontrarla, con tre cose che non la lasciavano mai e che occupavano sempre il parapetto del suo palco di prima fila: il binocolo, un sacchetto di dolci e un mazzo di camelie. Per venticinque giorni del mese le camelie erano bianche, e per cinque erano rosse; non si è mai conosciuta la ragione di questo cambiamento di colore, che io racconto senza saperlo spiegare, e che era stato notato anche dai suoi amici e dai frequentatori abituali dei teatri dove si recava più spesso. Marguerite non era mai stata vista con altri fiori che camelie, tanto che dalla sua fioraia, madame Barjou, avevano finito col chiamarla “La signora dalle camelie”, e il soprannome le era rimasto. “

Firenze divenne il fulcro della coltivazione e dell’ibridazione di questo bellissimo fiore, che ebbe l’apice nella metà dell’Ottocento, grazie all’opera di orticoltori come Franchetti (il più prolifico creatore di meravigliose varietà), Mercatelli, Burnier e Grilli, Pagliai, e di amatori come lo scultore Emilio Santarelli, il Marchese Cosimo Ridolfi, il Conte Bouturlin ed altri.

Vista l’epoca storica che coincide con l’Unità d’Italia, la camelia diventò il simbolo del Risorgimento, e dai nomi delle varietà viene fuori tutta la storia di quel periodo (Garibaldi, Giuseppe Mazzini, La Costituzione, Conte Cavour, Contessa di Belgioioso, Pio IX, 22 Marzo, Francesco Ferrucci etc. …) per non parlare dei nomi dedicati a dame e signori dell’aristocrazia del tempo.
Conte di Cavour
Verso il 1880 cominciò il declino dell’epoca d’oro della camelia, e la “prediletta alle figlie del lusso” cadde nell’oblio più completo, fino al 1980 circa, quando è ritornata in auge grazie all’opera di amatori che hanno riportato nel pubblico l’interesse per questa pianta con la divulgazione di testi e l’organizzazione di mostre a tema.
Le varietà ottenute nell’ottocento, soprattutto verso la metà del secolo, riproducono l’ideale del fiore doppio perfetto, piatto, perfettamente imbricato, quasi disegnato con un ideale compasso. Si sono conservate fino a noi grazie a zone in cui il clima è congeniale, come la Lucchesia, il Pisano, le sponde del Lago Maggiore ed i Castelli Romani, in cui piante di duecento anni prosperano.

 Giardino Santarelli  Erebo

Per Flora Toscana, che ha sede fra Lucca e Firenze ed è profondamente legata al territorio, il riprodurre e coltivare tali antiche varietà è, oltre che una opportunità di lavoro per coltivatori locati in zone vocate, una azione per salvare dall’erosione genetica un patrimonio che rappresenta un’importante pezzo della propria storia.

L’assortimento delle Camelie Toscane dell’Ottocento di Flora Toscana , coltivato in vaso 17 e 20, comprende le seguenti varietà : Angela Cocchi, Aspasia, Bella Lamberti, Conte di Cavour, Contessa Benedetti, Contessa Nencini, Contessa Woronzoff, Dionisia Poniatoski, Erebo, Filippo Parlatore, Francesco Ferrucci, Galileo, Giardino Santarelli, Giardino Schmitz, Contessa Giulia della Gherardesca, Giuseppina Mercatelli, GranDuchessa d’Etruria, Il Gioiello, Isabella Orsini, L’ Avvenire, La Niobe, M.Margherita Serra, Madame Pepin, Marchesa Teresa d’Ambra, Maria Antonietta, Oscar Borrini, Pallade Nova, Carlotta Papudoff, Stella di Compito, Tricolor, Virginia Franco … e la ricerca continua.
Scarica qui il nostro nuovo catalogo Camelie Toscane dell’Ottocento.