I consigli dell’esperto

L' esperto

Stai cercando di scoprire come ottenere risultati con le tue piante e i tuoi fiori ???
allora sei certamente nel posto giusto…

Qualche Consiglio

 

QUAL’è LA TEMPERATURA IDEALE PER LE PIANTE DA INTERNO E DA ESTERNO?

Il ClimaCon clima ci riferiamo alla temperatura in cui sarà collocata la pianta, importante per il ciclo vegetativo della pianta.
Molte piante non sopportano temperature molto basse, ma gradiscono una coltivazione a cielo aperto, quindi conviene mantenere la pianta all’aperto dalla primavera all’autunno ed in serra o in un’ambiente riparato nei mesi invernali (oleandro, mimosa, agrumi, geranio ecc,).

Le piante d’ appartamento invece hanno maggiori esigenze di calore, questo per via della loro origine prevalentemente tropicale.

La temperatura più adatta varia a seconda del genere, ma spesso è impossibile fornire ad ogni pianta le condizioni ideali, però è possibile trovare un compromesso.

In genere la temperatura buona per le piante da interno è compresa fra i 16 e 21 °C.

Evitiamo di collocare le piante vicino alle fonti di calore ( termosifoni, stufe ) o di sottoporle a sbalzi di temperatura, tipo quelli provocati dall’apertura di una finestra durante il periodo invernale. Un rapido abbassamento di calore può causare il crollo fisiologico di una pianta.

 

L'EsposizioneDI QUANTA LUCE HA BISOGNO UNA PIANTA?

L’esposizione alla luce è indispensabile per la vita di ogni pianta. Senza di essa non può aver luogo la fotosintesi clorofilliana che è il processo vitale. Il fabbisogno di luce varia a seconda della specie, se la luce è insufficiente la pianta tende a germogliare foglie piccole e rade, mentre le foglie già esistenti ingialliscono ed il fusto si sviluppa in maniera stentata. Viceversa la luce può anche essere eccessiva o meglio troppo diretta, come può succedere nei mesi più caldi che colpisce direttamente le foglie provocando delle bruciature che possono compromettere le normali funzioni della pianta.

La luminosità in una stanza varia a seconda della giornata e della posizione in cui siamo, quindi non è omogenea. Possiamo così dividerla in 4 fasi:

  • Luce solare diretta. Quella proveniente da finestre situate a mezzogiorno.
  • Luce viva. E’ luce diretta filtrata da una tenda trasparente.
  • Luce media. La troviamo in ambienti con finestre non esposte a mezzogiorno.
  • Luce scarsa. La troviamo in zone o angoli lontano dalla finestra o dalla fonte luminosa.

DI QUANTA ACQUA HANNO BISOGNO LE PIANTE?

L'acquaIl fabbisogno idrico varia a seconda della specie e del luogo in cui la pianta si trova.
In appartamento l’evaporazione dell’acqua avverrà tutto l’anno a causa dell’impianto di riscaldamento o delle temperature dell’estate, inoltre le piante sono costrette in vaso, prive cioé di un terreno circostante in grado di immagazzinare la pioggia.
Nelle piante da appartamento bisogna accertarsi che l’eccesso idrico fuoriesca dal fondo del vaso per evitare i ristagni. Le innaffiature debbono perciò essere periodiche, due-tre volte la settimana e permettere una buona respirazione delle radici.
In ogni caso l’acqua non deve essere superiore ad un massimo, oltre il quale si manifestano fenomeni di asfissia radicale e non inferiore al il minimo di sopportazione, oltre il quale si arriva all’appassimento e morte della pianta.
In alcuni casi un’acqua troppo dura cioè ricca di carbonati può causare la clorosi ferrica che si manifesta con delle macchie gialle sulle foglie della pianta. Il cloro invece può essere disperso facendo riposare l’acqua alcuni contenitori per un giorno o due.

 

COME FACCIO A SAPERE IL TIPO DI TERRENO GIUSTO?

Il TerrenoOgni pianta ha esigenze diverse in fatto di terreno.

Questo dipende dal tipo di substrato che trova nel suo habitat naturale, dal “drenaggio” ovvero la più o meno alta percentuale di materiali inerti come sabbia, pomice o ghiaia che fanno defluire più o meno le acque in eccesso, il pH, ovvero l’indice degli ioni idrogeno che segnano la basicità o l’acidità del terreno, la maggiore o la minore presenza di humus e sostanza organica.

Per esempio la camelia è una pianta acidofila, che predilige un terreno con pH acido (5-6), buona presenza di sostanza organica e humus ed un buon drenaggio; lo Spatiphyllum, nota pianta da interno, predilige anch’essa un terreno a reazione leggermente acida ma con drenaggio non molto spinto, se il terriccio rimane ben bagnato per lungo tempo la pianta ne giova; il garofano necessita di pH basico e drenaggio spinto.

Fortunatamente in commercio si trovano miscele già pronte di torbe, humus, sabbia e materiali inerti come pomice, per i diversi gruppi di piante:

  • Universale, pH neutro, umifero e con drenaggio medio, che si adatta in genere a tutte le piante da appartamento.
  • Fioriture: pH neutro, drenaggio spinto, con una buona percentuale di pomice.
  • Acidofile: camelie, azalee, gardenie, rododendri, ortensie, con le caratteristiche già enunciate in precedenza
  • Olivi ed agrumi: pH 5,5-6,5 con una percentuale di argilla, sostanza organica ed un buon drenaggio dato da pomice.

OGNI QUANTO DEVO CONCIMARE IL TERRENO?

ConcimazioneLe piante si nutrono di elementi che trovano nel terreno e che ne favoriscono la crescita della vegetazione, delle radici e della fioritura.
I macro-elementi principali sono l’azoto, il fosforo ed il potassio.

Azoto
L’azoto è un elemento che si trova difficilmente nello stadio “pronto” disponibile per le piante nel terreno, quindi è importante fornirlo con adeguate concimazioni. A parte la famiglia delle leguminose (vecchia denominazione, oggi divisa in famiglie con nomi diversi) che hanno nei tubercoli radicali simbiosi con batteri che fissano l’azoto dell’atmosfera nel terreno rendendolo disponibile alla pianta, tutte le altre hanno bisogno di “trovarlo da sole” e quindi è importante fornirlo. L’azoto è il responsabile della crescita delle piante e della buona presenza della clorofilla (la responsabile della fotosintesi).

Fosforo
Il fosforo non serve in grandi quantità ma è fondamentale per la fioritura e per la crescita delle radici.

Potassio
Il potassio ha la funzione di facilitare alla piante l’assorbimento dell’acqua, di aumentare la resistenza al gelo e agli attacchi parassitari e di favorire la sintesi proteica. Il potassio interviene anche nei processi di accumulo degli zuccheri. Inoltre, i sali potassici presenti nei succhi cellulari sono fondamentali per il sapore dei frutti.

Oltre ai macro-elementi sono importantissimi i micro-elementi i quali agiscono in quantità limitatissime, svolgendo però un ruolo fondamentale dato che entrano nella costituzione degli enzimi.

I fondamentali sono:

  • boro, utile per la riproduzione;
  • manganese, interviene perlopiù nella sintesi della clorofilla;
  • rame, presente nella clorofilla, attiva gli enzimi;
  • zinco, presente negli enzimi e nelle auxine (ormoni vegetali);
  • molibdeno, microelemento usato per l’azotofissazione,  indispensabile per le nominate prima leguminose;
  • cobalto, fissa l’azoto;
  • ferro, interviene nella sintesi della clorofilla. La carenza di ferro si manifesta molto vistosamente, determinando  ingiallimento (clorosi), che può, nei casi più gravi, portare ad una morte per denutrizione.

Per non rischiare errori è bene attenersi scrupolosamente alle indicazioni riportate sulle confezioni.

CURA E MANTENIMENTO DEI FIORI RECISI IN VASO

Mazzi di Fiori7 semplici accorgimenti per allungare la vita in vaso dei nostri fiori

  1. Togliere il cellophane/confezionamento che avvolge il mazzo di fiori e scorciare obliquamente gli steli per circa 2 centimetri;
  2. pulire gli steli in modo che le foglie basse non entrino a contatto con l’acqua per non creare marcescenze;
  3. mettere acqua fresca e pulita nel vaso (pulito anch’esso) , in modo che il livello non superi i 10 cm a partire dal fondo del contenitore;
  4. sciogliere il contenuto della bustina di conservante che si trova legata esternamente all’involucro; oppure in mancanza di conservante sono validi anche i vecchi sistemi del vaso d’argento, dell’aspirina o della zolletta di zucchero sciolta in acqua, del cucchiaino di varichina.
  5. disporre i fiori nel vaso;
  6. non cambiare l’acqua nel vaso per i primi 4 giorni in cui il conservante fa effetto, ma solo aggiungerne di fresca per ritornare al livello giusto;
  7. dopodiché cambiare giornalmente l’acqua, lavare il vaso con sostanze detergenti possibilmente antibatteriche e recidere in obliquo di circa un centimetro ogni stelo se non si ha più disponibilità di conservante.

Ai mazzi ed ai bouquet Flora Toscana che trovate in vendita è sempre abbinato un conservante per fiori recisi a marchio Toscoflora, il marchio di Flora Toscana dedicato al settore prodotti per il florovivaismo.

Grazie alla sua formula specifica ed ad un maggiore contenuto di prodotto ( 7 grammi !!! ), può essere disciolto sia in vasi da 1/2 litro che in vasi da 1 litro d’acqua, assicurando al proprio mazzo di fiori recisi una lunga durata in vaso.

Il conservante Toscoflora, è un prodotto in polvere, si scioglie perfettamente in acqua e non lascia alcun precipitato; è adatto ad ogni tipo di fiore, compresi i bouquet misti ed è ideale per vasi trasparenti.

Il conservante:

– aiuta a prevenire l’ostruzione dei canali dello stelo ottimizzando l’assorbimento idrico
– mantiene l’acqua pulita, limpida e priva di odori.
– apporta tutte le sostanze necessarie al fiore per un perfetto sviluppo nella forma, nel colore e nel profumo
– mantiene intatte tutte le funzioni vitali del fiore per lungo tempo
– allunga la vita del fiore presso il consumatore finale
– I residui possono essere smaltiti senza alcuna restrizione, i principi attivi sono completamente biodegradabili.

Per ulteriori informazioni consultare la scheda sicurezza.

 

 

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